Yemen: chi sono gli Houthi?
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Chi sono e cosa stanno cercando gli Houthi yemeniti con mire espansionistiche e attacchi all’Arabia Saudita? Intanto va ricordato che questo movimento armato che sta smembrando lo Yemen non è solo una espressione dell’Islam sciita, ma è una corrente trans-confessionale, ovvero sciiti zaiditi, e che si distinguono dagli sciiti imamiti o duodecimani (dodici imam) dell’Iran.

Houthi è il cognome di una famiglia zaidita e Hussein Badreddin al-Houthi (1959-2004), è stato il fondatore del movimento Houthi. Hussein al-Houthi fu ucciso nel 2004 dalle forze di sicurezza yemenite; dal 2014 è iniziata ufficialmente la rivolta degli Houthi contro il governo sunnita yemenita.

L’élite religiosa Houthi si ritiene sāda (discendenti diretti di Maometto), quindi appartengono al prestigioso stato sociale della dinastia hashemita, come i re di Giordania che sono di confessione sunnita. Inoltre, gli antenati dei sāda provenivano dall’Arabia Saudita in particolare dalla regione storica di Higiaz che si affaccia per un lungo tratto sul Mar Rosso a nord dello Yemen. Quindi, riducendo all’essenziale, il legame tra lo sciismo zaidita e gli Hascemiti sunniti si vincola intorno al zaidismo il cui vertice religioso è formata dai sāda.

Una semplificatissima esposizione teologica che può agevolare anche la percezione di quanto questo movimento ha messo in campo e del perché solo dal 1979 si è avvicinata all’Iran. Quindi al fine di definire il ruolo ed il prestigio sociale che nutrono e ostentano gli Houthi va tenuto conto che i loro capi si ritengono benedetti, “baraka” perché discendenti del bisavolo di Maometto, Hashim, quindi hashemiti, pertanto massima espressione sia dal punto di vista politico che religioso.

Inoltre, gli zaiditi fanno riferimento alla scuola giuridica shafiita, una delle quattro scuole del diritto coranico sunnite, e questo è un ulteriore elemento che distingue gli Houthi dagli sciiti duodecimani.

Tuttavia, gli Houthi riconoscono la legittimità dei primi quattro imam “infallibili”, escludendo i successivi otto, compreso il dodicesimo, il mahdī occultato. Il concetto di “infallibilità” nel monoteismo è comune infatti è esteso, come dogma, anche al cristianesimo cattolico; infatti, il Concilio Vaticano II del 1870 ha proclamato l’infallibilità ex cathedra del Papa. Quindi la dottrina zaidita degli Houthi supera il dogma legato alla confessione sciita, abbracciando in modo sincretico filosofie, varie dottrine, aspetti transconfessionali islamici e in generale fattori culturali diversi.

Ma è negli anni 70 del secolo scorso che rinasce la tradizione dello sciismo zaidita riportato in auge proprio dagli Houthi, tramite il padre di Ḥusayn, Badr al-Din al-Houthi, un ascoltato religioso di Sāda, storica roccaforte Houthi, che ha stimolato questo rilancio del Zaidismo contro le influenze wahhabite espressione confessionale dei sauditi.

Contestualmente c’è stato un avvicinamento all’Iran dopo la cacciata dello Scià Reza Pahlavi, 1979. Da allora gli Houthi hanno abbracciato l’ideale rivoluzionario khomeinista che ha rappresentato la visione antimperialista, quindi un approccio più politico che teologico. Così gli Houthi si sono trasformati in una forza politica nazionale dove la questione palestinese ha rappresentato la spinta verso la ribellione contro Israele e l’imperialismo occidentale, fautori della umiliazione verso la Palestina ed il suo popolo. Ma si sono rivolti anche contro le correnti sunnite salafite e wahabite diffuse in Yemen dai sauditi, creando così una spaccatura politica e territoriale del Paese.

In questo scenario il portavoce militare Houthi Yahya Saree, mercoledì 7 ha annunciato che l’esercito houthi ha effettuato attacchi notturni contro siti militari nel sud dell’Arabia Saudita e di avere colpito con droni e missili l’aeroporto internazionale di Riad interrompendo il traffico aereo.

Ricordo che gli Houthi da oltre un decennio controllano la capitale yemenita Sana’a e ampie aree del Paese. La guerra civile che si sta combattendo dal 2014 in Yemen vede l’Arabia Saudita sostenere il governo riconosciuto a livello internazionale con sede ad Aden, e l’Iran supportare le milizie houthi. Questo conflitto oltre che procurare una crisi umanitaria a livello planetario è diventando il nuovo fronte della guerra in Medio Oriente.

A settembre una offensiva dagli Houthi ha permesso di prendere il controllo dell'intera costa yemenita affacciata sul Mar Rosso e di controllare maggiormente lo strategico stretto di Bab el-Mandeb, che collega l'Asia all'Europa attraverso il Canale di Suez. Nonostante Arabia Saudita, Yemen e alleati siano impegnati a respingere gli attacchi degli Houthi e nonostante le ripetute richieste di aiuto a livello internazionale e agli Stati Uniti, al momento non ci sono state risposte. Così lunedì Pakistan e Turchia in accordo con l’Arabia Saudita, a seguito di un patto firmato ad agosto alla Mecca, hanno annunciato la loro intenzione di coordinarsi militarmente contro gli Houthi schierandosi sul territorio saudita. Tuttavia questi aiuti militari ancora non si sono concretizzati, lasciando la situazione in una ulteriore incertezza, ma soprattutto facendo intuire la conferma della tendenza che è sempre più difficile vedere un vincitore nei conflitti in atto.

Definire gli Houthi un movimento sciita filo iraniano è tendenzialmente limitativo viste le loro caratteristiche religiose ed ideologiche che amalgamano in modo sincretico politica, fede, khomeinismo, marxismo, giustizia sociale e antimperialismo. Infatti, stanno aderendo a questo movimento a guida zaidita gruppi eterogenei di miliziani che rendono la distinzione degli schieramenti sempre più vaga, complicando un fronte già critico a causa delle profonde ripercussioni economiche causate dal blocco degli “Stretti” e dalla interruzione del pipeline est ovest saudita.  

Aggiornato il 08 ottobre 2026 alle ore 10:48