Dichiarazioni fiume di Donald Trump alla Casa Bianca. Il presidente Usa ha delineato lo stato della crisi nel Golfo persico e la strategia americana nei confronti della Repubblica islamica. Il tycoon ha sostenuto che la leadership iraniana appare disorientata e incapace di esprimere una linea chiara. L’Iran “vuole un accordo, ma non sanno che guida il Paese”. Trump ha poi rivendicato la posizione di forza di Washington sul piano militare e strategico, sottolineando il controllo statunitense sul traffico nello stretto di Hormuz. Secondo il presidente, il passaggio marittimo tornerà operativo soltanto quando Teheran accetterà le sue condizioni: gli Stati Uniti, ha assicurato, lo riapriranno quando “ci sarà un accordo o accadrà qualcosa d’altro”. Il commander-in-chief ha anche lasciato intendere che il coinvolgimento americano nella regione potrebbe protrarsi più a lungo del previsto. “Siamo stati in Vietnam per 18 anni, in Iraq per anni. In Iran da sole sei settimane. Non mettetemi fretta”, ha affermato Trump. Nonostante ciò, ha ribadito che l’obiettivo dichiarato resta una soluzione diplomatica duratura: “Voglio un accordo con l’Iran che duri”.
La situazione politica interna iraniana sarebbe ancora in fase di transizione. “Hanno una nuova leadership, sono come cani e gatti, vediamo”. Nel corso del punto stampa, il commander-in-chief è stato anche incalzato sull’eventuale ricorso all’arma atomica. Trump ha risposto così: “Non ne abbiamo bisogno. Perché dovrei usarla quando abbiamo decimato l’Iran nel modo convenzionale? Non la userei. A nessuno dovrebbe essere consentito di usare un’arma nucleare”. Il presidente ha sostenuto che l’operazione americana avrebbe già raggiunto gran parte degli obiettivi. Gli Stati Uniti, ha affermato, hanno “colpito circa il 75 per cento degli obiettivi” in Iran, in una campagna che inizialmente era stata pianificata per una durata compresa tra le quattro e le sei settimane. “Abbiamo neutralizzato l’apparato militare dell’Iran. Abbiamo attuato un blocco efficace al 100 per cento. Non stanno facendo affari e, di conseguenza, non se la passano bene né economicamente né finanziariamente”, ha spiegato il presidente, parlando dalla Casa Bianca. “Mi sono anche preso una piccola pausa”, ha aggiunto, assicurando tuttavia di voler “concludere l’accordo migliore possibile” per Washington e per la stabilità internazionale. “Potrei stringere un accordo proprio in questo momento. A loro ci vorrebbero 20 anni per ricostruire tutto, ma non voglio farlo”.
Washington, inoltre, continua a muoversi anche sull’altro fronte mediorientale. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato prorogato di tre settimane. L’annuncio è arrivato dallo stesso Trump durante un incontro alla Casa Bianca con gli ambasciatori dei due Paesi, impegnati in un secondo ciclo di negoziati volto a trasformare la tregua in un accordo stabile. Il presidente ha spiegato di attendersi un incontro diretto con i leader dei due Stati entro le prossime due settimane e ha espresso fiducia nella possibilità di arrivare a una pace permanente entro l’anno. “Credo vi siano ottime probabilità. Penso che dovrebbe trattarsi di un obiettivo facile da centrare”, ha dichiarato Trump nelle battute iniziali del vertice diplomatico ospitato alla Casa Bianca.
Aggiornato il 24 aprile 2026 alle ore 10:41
