Un Crosetto al giorno leva il medico di torno
Foto: Guido Crosetto (Imagoeconomica)

Sassolini di Lehner

Non me ne voglia Guido Crosetto, a cui voglio gran bene, se, scartabellando tra le sue fuoruscite vocali, ritrovo sempre seducenti spunti per l’editoriale di domani. Un Crosetto al giorno, del resto, fa bene e rimanda al Dolce Stil Novo.

Guido, i’vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento, pardon, per armamento. Crosetto al giornalista della Bbc che gli cita la contrarietà della maggioranza degli italiani ad altre armi all’Ucraina, risponde: “La maggioranza dell’opinione pubblica è contro gli aiuti all’Ucraina. Ma non si può soprattutto cedere all’opinione pubblica quando tu pensi che l’opinione pubblica stia sbagliando”. Il buon Guido, forse, non conosce la poesia dialettale in romanesco, eppure deve essere stato ispirato dai seguenti versi di Giuseppe Gioachino Belli: C’era una vorta un Re cche ddar palazzo mannò ffora a li popoli st’editto: “Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo, sori vassalli bbugiaroni, e zzitto. Io fo ddritto lo storto e storto er ddritto.

Ebbene, Guido che manda fuori, sfiatando sino alla Bbc, che l’opinione pubblica, essendo vassalla e bugiarona, sino a non contare un cazzo, non si guadagna soltanto il merito di evocare il divertente marchese del Grillo. Conquista, infatti, eterne benemerenze, avendo finalmente svelato le ragioni profonde dell’astensionismo, l’enigma rimasto insoluto, nonostante l’impegno di sociologi, psicologi, tuttologi, politologi, antropologi, tutti eco-bio sostenibili, circolari e a chilometri zero, quasi più di Roberto Saviano. Io, popolo non più sovrano, ma somaro, se la mia opinione non vale un cazzo e non influenza né punto né poco i governanti, allora a che cazzo serve andare a votare? Grazie, Guido, risolutore di enigmi e fonte di verità. Votare è un pleonasmo inutile e fastidioso.

Aggiornato il 23 ottobre 2026 alle ore 09:25