Nastri d’argento, “La grazia” di Sorrentino vince otto premi

Paolo Sorrentino è il trionfatore dei Nastri d’argento. La grazia ha ricevuto ben otto riconoscimenti su nove candidature. All’80ª edizione del premio assegnato dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani l’undicesimo film del cineasta Premio Oscar, prodotto da The Apartment (società del gruppo Fremantle), in associazione con Numero 10 e con Piperfilm, ha vinto come: Miglior film, Miglior regista, Miglior sceneggiatura, Miglior attore protagonista Toni Servillo, Miglior attrice protagonista Anna Ferzetti, Migliore attrice non protagonista Milvia Marigliano, Migliore fotografia Daria D’Antonio, Migliore sonoro in presa diretta Emanuele Cecere e Mirko Perri. L’unico premio non andato a segno è quello al Migliore montaggio di Cristiano Travaglioli. Un Premio speciale apre la serata degli 80 anni del premio con un Nastro a Monica Guerritore e al suo film Anna che ha raccontato la storia anche personale della Magnani, la prima donna premiata dai Nastri d’argento nel 1946. Per celebrare il talento, la creatività e il contributo femminile omaggio a otto donne – Alba Rohrwacher e Teresa Saponangelo, attrici; Francesca Archibugi e Laura Samani, registe e sceneggiatrici; Nicoletta Ercole, costumista; Tilde Corsi, produttrice; Francesca Amitrano, direttrice della fotografia e Chiara Milani, segretaria di edizione – idealmente rappresentative di un universo femminile di creatività e professionalità.

I premi 2026 alla Commedia vanno invece a Buen Camino di Gennaro Nunziante con il Nastro dell’anno; a La vita va così di Riccardo Milani e con il regista premiata anche la produzione Ourfilms, società del gruppo Mediawan, e Wildside, società del gruppo Fremantle, in associazione con Piperfilm e Medusa Film, in collaborazione con Circle One e con Netflix. Nella commedia, premi anche alle attrici e agli attori: i più votati dai giornalisti cinematografici sono Claudia Pandolfi per 2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno e Giuseppe Battiston per Lavoreremo da grandi di Antonio Albanese. Ben tre Nastri d’argento al miglior esordio, Primavera di Damiano Michieletto che vince anche per la musica di Fabio Massimo Capogrosso e i costumi di Mara Rita Barbera e Gaia Calderone. Ed è andato ancora una volta ad un esordio sorprendente il Premio Speciale Bnl Bnp Paribas a Gioia mia di Margherita Spampinato. Tra gli interpreti vince anche Valerio Mastandrea per Cinque secondi di Paolo Virzì, ex aequo per il Nastro di Miglior attore protagonista con Toni Servillo. Al più giovane di tutti gli attori quest’anno candidati, Francesco Gheghi (che riceve anche il Premio Italo) va invece il Nastro d’argento come migliore non protagonista per 40 secondi di Vincenzo Alfieri, il film sull’omicidio di Willy Monteiro che vince anche per il montaggio a cura dello stesso regista e per il casting director di Marco Matteo Donat-Cattin e Federica Baglioni. Tre, dedicati agli attori, i Premi speciali di quest’edizione: sono andati a Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet e Mariano Rigillo. Per Giannini Nastro alla sua voce straordinaria nel film di Giulio Base Il Vangelo di Giuda. A Barbara Bouchet, invece, per la sorprendente intensità di prova d’attrice in Finale: Allegro di Emanuela Piovano.

Aggiornato il 25 giugno 2026 alle ore 13:13