La creazione ispirata di Cèline Cuvelier

È vivendo in mezzo alla natura, ascoltando il suono profondo dell’universo, il canto degli uccelli come il santo patrono d’Assisi che comunicava con gli animali grazie a un carisma donato dal Signore, è grazie alla contemplazione di boschi, cascate, radure e dell’azzurro che arriva l’ispirazione. È quando si colgono le forme spirituali, più sottili e pure, di certo, più misteriose, quando si esce per un attimo dal mondo della realtà fenomenica per avvertire il suono della creazione e della grande armonia che tutto abbraccia ed accoglie; è quando un artista sente la missione di dare forma agli strati dell’invisibile e di testimoniare le vestigia di una realtà ultima che si può parlare di creazione ispirata, che di certo è quella che accompagna l’opera di Cèline Cuvelier, artista e pittrice francese segnata da una vena mistica e da una forza immaginativa che unisce suggestione profetica e racconto storico, insieme alla volontà di testimoniare la bellezza che accompagnò la vita degli uomini più grandi.

Ogni tela di Cuvelier racconta la storia di una persona intrisa di ideali religiosi, come il già evocato Francesco d’Assisi, raffigurato in mezzo agli animali (lupi, volpi, colombe) con cui condivise l’amicizia e l’amore fraterno, oppure Hugues de Payns, che nel dodicesimo secolo, insieme ad alcuni compagni, fondò l’ordine religioso e militare dei Poveri Cavalieri di Cristo per proteggere i pellegrini cristiani diretti a Gerusalemme; o ancora padre Pio da Pietrelcina, nella sua semplicità e purezza, sormontato da una luce divina che lo ispira nel suo viaggio di testimonianza della fede.

Tra arte sacra e classica, Cuvelier dipinge questi santi, cavalieri, re, sublimandoli attraverso i loro sorrisi, la loro forza, la loro devozione per renderli belli e dare loro nuova vita nel XXI secolo, per non dimenticare ciò che può costituire la forza di un popolo, di più popoli: la fede nel prossimo e in Dio.

Una vocazione mistica che diventa anche politica nel momento in cui la forza della fede è utilizzata come strumento di trasformazione o di lotta nel mondo, come per quanto riguarda la figura di Jean d’Arc, eroina francese (la pulzella d’Orleans) guidata da forza divina per portare libertà e vittoria al suo popolo nel conflitto secolare contro gli inglesi (la guerra dei Cent’anni), e lacerato dal fatto di non avere una sicura guida politica con la Francia divisa tra lotte dinastiche e monarchi non all’altezza, ma comunque raccolta intorno alla forza ispirata di Jean che lottò fino alla morte per i suoi ideali. Fino al rogo.

Un destino condiviso da un altro soggetto dalla fama misteriosa, il famoso Gran Maestro dei Templari Jacques de Molay, sul cui ordine si costruirono le più fantasiose teorie semistoriche, in lotta per la fede e per la grandezza del suo ordine, sicuramente testimone della fede in Cristo, ma inviso a Filippo il Bello, re di Francia per il troppo potere raccolto nelle sue mani. L’ordine dei Templari fu infatti sciolto con la forza, con i suoi membri incarcerati, assassinati o mandati al rogo.

Cèline Cuvelier è nata nel 1970 nel sud della Francia, ha vissuto a Parigi per tanti anni e ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lione. Adesso si dedica totalmente alla pittura e alla rappresentazione di figure con una forte relazione con il mondo mistico e religioso. La sua è stata quasi una rivelazione, una missione per testimoniare la forza della spiritualità e gli indizi di una realtà superiore che ci sovrasta e da cui, misteriosamente, sgorgano zampilli di luminosa coscienza ed eventi misteriosi che non sempre sono trattati dalla ragione come dovrebbero. Come quando, dopo aver finito di leggere un libro sui Templari, Cèline sentiva dentro di sé la forza di una ispirazione potente e la presenza di mondi superiori. Chiedeva un segno, una conferma, una luce che la guidasse nella sua opera. E allora, uscendo nel giardino, in mezzo ai fiori e alla natura verdeggiante, trovò una matita marrone, che non ricordava di avere lasciato e che sembrava essersi fatta trovare per caso.

Ma il caso è solo la superficie di un ordine più complesso, e allora Cèline raccolse la matita e pensò tra sé: “Credo di aver capito”. Da allora sentì più forte l’esigenza di testimoniare le vie misteriose del cosmo attraverso la sua opera, perché come afferma lei stessa: “Credo che nell’universo stiano accadendo cose che si stanno sistemando e, anche se non conosciamo il futuro, dobbiamo avere fede qui e ora, e gli esseri umani devono riscoprire la loro spiritualità, a volte perduta”.

Quella di Cuvelier è un’opera profondamente pervasa di una ricerca di un ordine superiore, che dobbiamo accogliere con rispetto e gratitudine perché ci ricorda che, pur nel mondo della tecnologia, possiamo riscoprire parte di quella armoniosa consapevolezza che per ere intere affascinò l’umanità e che oggi ancora, grazie al lavoro di qualche artista ispirato, persiste nel nostro mondo sempre più disincantato ma non per questo privo del mistero.

Aggiornato il 25 giugno 2026 alle ore 11:01