Dopo il debutto mondiale al Festival di Cannes, arriva in sala con Fandango Vittorio de Sica – La vita in scena. Il documentario diretto da Francesco Zippel, nei cinema dal 22 al 24 giugno, sarà trasmesso in seguito su Sky e Now. Il coproduttore Andrea De Sica, figlio di Manuel e regista come il nonno, descrive lo spirito che ha animato il film non fiction, dedicato al celebre cineasta. Il documentario racconta “con un afflato di verità, lasciando da parte gli stereotipi e il pettegolezzo, uno dei maestri sovversivi della settima arte, capace di riscrivere le regole del cinema e di smontare, con tanti altri grandi autori di quegli anni, l’immaginario cinematografico di cartapesta del fascismo, guardando a una rinascita della società, risultando attuale e universale anche oggi”.
È un ritratto nel quale si offre un’immersione coinvolgente e sorprendente, tra vita e arte, nella personalità e nel genio creativo ed empatico del regista di capolavori come Ladri di biciclette, Sciuscià, Umberto D, Il giardino dei Finzi Contini. Un viaggio, prodotto da Quoiat Films, Luce Cinecittà, Movimenti Production e Sky che risolve una parte della narrazione anche con l’animazione. Il documentario è arricchito da uno straordinario materiale d’archivio, ricordi, aneddoti e riflessioni della famiglia (da Christian De Sica ad Andrea e gli altri nipoti, come Brando, anche lui coproduttore, Maria Teresa De Sica ed Eleonora Baldwin) oltre a quelli di tanti altri cineasti e protagonisti del mondo del cinema, fra i quali, oltre a Wes Anderson, Isabella Rossellini, Ruben Ostlund, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Francis Ford Coppola, Carlo Verdone, Nicola Piovani, Dominique Sanda, Asghar Farhadi, Andrej Zvjagincev, che parlano del loro legame umano e artistico col regista. “Non c’era un documentario su Vittorio De Sica da almeno dieci anni – dice Andrea De Sica – e Francesco Zippel, con la sua filmografia (ha diretto fra gli altri i film non fiction su Gian Maria Volontè, James Ellroy, William Friedkin) ha dimostrato di essere la persona più adatta nel sapere fare questi ritratti uscendo dalla retorica. Io ho accompagnato Francesco, ed ero in una posizione più semplice. Mi sono rivissuto e rigustato la mia famiglia. Salire tutti insieme, stringendoci, tremanti ed emozionati a Cannes la Montée des marches è un ricordo che custodirò per sempre”.
Per Eleonora Baldwin, autrice, conduttrice e divulgatrice gastronomica per il Gambero rosso e altre testate, fare il documentario “è stata una forma di condivisione, ha significato aprire il salotto della nostra famiglia. L’artista lo conosciamo, i film ci influenzano, abbiamo voluto parlare anche di quella che è stata la vita di Vittorio De Sica, per portare questo patrimonio umano e artistico anche ai ragazzi di oggi”. Eleonora, figlia della primogenita di De Sica, Emi e dell’attore Peter Baldwin, ha anche potuto vivere il regista nella dimensione di nonno, fino ai sette anni: “Veniva, si toglieva la giacca, giocava e pranzava con noi... sono stata una volta sola su un suo set, quello de Il viaggio. Invernizzi e Franco Franchi facevano le facce per farmi ridere, io invece sono scoppiata a piangere e nonno gli ha detto non spaventate la bambina. Mi ricordo Sophia Loren, vestita di lamé, tanta luce”.
Aggiornato il 18 giugno 2026 alle ore 17:09
