Medicina a km 0. Dall’esperienza pastorale e dall’impegno nella Comunità di Sant’Egidio, una riflessione sul valore di ogni persona e sulla necessità di accompagnare le nuove generazioni.
Che cosa significa essere giovani oggi? Come aiutare uno studente a scoprire il proprio valore in una società che sembra misurare tutto attraverso i risultati, il successo e la capacità di essere sempre all’altezza delle aspettative? Sono alcune delle domande che attraversano Il Vangelo dello studente, edizioni San Paolo, il libro di Don Riccardo Mensuali, che propone un percorso di riflessione nel quale le pagine del Vangelo incontrano la vita quotidiana dei ragazzi, le loro inquietudini, i desideri e le difficoltà, in una serie di letture, una al mese per l’anno scolastico, più alcune per accompagnare i mesi estivi e “restare connessi” anche con Dio.
Non si tratta soltanto di un testo di spiritualità rivolto a chi frequenta la scuola, ma di un invito a guardare più in profondità la persona, andando oltre i risultati scolastici, le apparenze e i giudizi. Don Riccardo Mensuali, sacerdote dal 1994, legato alla Fraternità Sacerdotale Missionaria di Sant’Egidio e impegnato presso la Pontificia accademia per la Vita, porta in questa riflessione - ben spiegata nel video all'interno di questo articolo - uno sguardo attento alle relazioni umane, alla dignità di ciascuno e alla responsabilità di accompagnare chi cresce. Il suo ministero pastorale a Ostia costituisce un ulteriore spazio di incontro con le persone e con le domande che attraversano la vita delle comunità.
La sensibilità maturata nell’esperienza della Comunità di Sant’Egidio, con la sua attenzione all’incontro, alla solidarietà e agli ultimi, richiama una visione della fede che non rimane confinata alle parole, ma si traduce nella capacità di riconoscere nell’altro una persona da accogliere e accompagnare. È una prospettiva particolarmente significativa quando si parla di giovani, spesso sottoposti alla pressione di dover dimostrare continuamente quanto valgono.
A scuola, il voto rischia di diventare una misura dell’identità: un buon risultato può alimentare la fiducia in se stessi, mentre un insuccesso può trasformarsi nella convinzione di non essere abbastanza capaci o meritevoli. Ma il valore di una persona non può essere ridotto a una prestazione, né la sua dignità dipende dalla capacità di soddisfare le aspettative degli altri.
È proprio qui che il Vangelo, nella lettura proposta da Don Mensuali, può offrire uno sguardo diverso. Quello di chi sa riconoscere il valore nascosto, anche quando chi lo possiede non riesce ancora a vederlo. Il libro accompagna il lettore lungo l’anno scolastico, mettendo in relazione episodi e parabole evangeliche con le esperienze che ragazzi e adulti vivono ogni giorno.
Storie antiche diventano così occasioni per riflettere sull’amicizia, sul fallimento, sulla libertà, sulle scelte e sulla capacità di ricominciare. La parabola della pecora smarrita può parlare a chi fatica a trovare il proprio posto o cerca una strada diversa da quella immaginata dagli altri; il buon samaritano richiama la responsabilità di non restare indifferenti davanti alla sofferenza; il racconto del figliol prodigo e del fratello maggiore mette in luce la difficoltà di accogliere la felicità altrui e di riconoscere che, anche quando tutto sembra andare bene, qualcosa dentro di noi può rimanere insoddisfatto.
Il Vangelo diventa così una chiave per interrogare la vita concreta, senza nascondere le fragilità e senza pretendere di avere sempre una risposta pronta. Un posto importante è riservato anche alle relazioni, perché nessuno cresce davvero da solo. L’immagine dei quattro amici che portano il paralitico da Gesù racconta la forza di una presenza che non si limita a compatire, ma si mette in movimento e cerca una strada per aiutare.
È una lezione che riguarda la scuola, la famiglia e la comunità: accorgersi di chi rimane indietro, ascoltare chi si sente escluso, offrire una presenza senza voler necessariamente risolvere tutto. In una società che spesso incoraggia la competizione e il confronto continuo, il libro ricorda che la qualità dei legami conta più della perfezione della carriera e che la solidarietà non consiste soltanto nell’aiutare chi è in difficoltà, ma anche nel costruire rapporti nei quali ciascuno possa sentirsi accolto senza dover dimostrare continuamente di meritare il proprio posto.
Questa attenzione interpella anche la Chiesa e il suo rapporto con le nuove generazioni. Molti giovani sono sensibili alla giustizia, alla solidarietà e alla sofferenza degli altri, ma non sempre riescono a riconoscersi nelle forme tradizionali della vita religiosa o a trovare uno spazio nel quale esprimere liberamente i propri dubbi. Per incontrarli davvero, non basta chiedere loro di avvicinarsi: occorre essere disposti ad ascoltare, a comprendere le loro domande e a non avere fretta di correggerle.
Una comunità cristiana può diventare un luogo significativo proprio quando offre accoglienza, fiducia e la possibilità di cercare, senza trasformare la fragilità in una colpa. In questa prospettiva, Il Vangelo dello studente non parla soltanto ai ragazzi, ma anche ai genitori, agli insegnanti, agli educatori e a tutti coloro che hanno la responsabilità di accompagnare la crescita. Invita gli adulti a chiedersi se siano davvero capaci di vedere i giovani per quello che sono, oltre le etichette e le aspettative, e se sappiano riconoscere anche ciò che rimane nascosto dietro il silenzio, l’apparente sicurezza o la difficoltà di esprimersi.
Perché educare non significa soltanto trasmettere conoscenze o indicare una direzione, ma aiutare ciascuno a scoprire le proprie possibilità, imparando ad assumersi responsabilità e a costruire relazioni autentiche. Attraverso il dialogo con il Vangelo, Don Riccardo Mensuali propone dunque un cammino che restituisce profondità alle esperienze quotidiane e ricorda che la crescita non è una gara nella quale qualcuno deve necessariamente arrivare primo. È piuttosto un percorso nel quale ogni persona, con la propria storia, i propri limiti e le proprie risorse, merita di essere accompagnata.
Forse è proprio questo il messaggio più prezioso del libro: prima di essere studenti chiamati a ottenere risultati, i giovani sono persone in cammino, alla ricerca di un significato e di qualcuno disposto a riconoscerne il valore. E il compito di chi educa, accompagna e testimonia la fede non è costruire al posto loro il futuro, ma aiutarli a trovare il coraggio di abitarlo.
Aggiornato il 14 ottobre 2026 alle ore 17:32
