Medicina a km 0
Prevenzione dalla pelle alle unghie, fino ai cosmetici conformi alle norme europee

Ogni estate la scena si ripete puntuale. Le spiagge si riempiono, i parchi tornano a popolarsi, le giornate si allungano e con esse aumenta il tempo trascorso all’aria aperta. È il momento in cui milioni di persone riscoprono la crema solare, spesso acquistata pochi giorni prima della partenza o recuperata dal fondo di un cassetto (che ormai non protegge più come descritto nell’etichetta), dove è destinata a tornare con la fine delle vacanze. Eppure, la dermatologia racconta da tempo una realtà diversa: la protezione della pelle non è un gesto stagionale, ma una delle più importanti strategie di prevenzione che possiamo adottare ogni giorno dell'anno. La cultura della fotoprotezione è profondamente cambiata negli ultimi anni. Se in passato l’attenzione era concentrata quasi esclusivamente sulle scottature estive, oggi la ricerca scientifica ha chiarito come il vero nemico sia soprattutto l’esposizione cumulativa ai raggi ultravioletti, quella che accompagna la quotidianità senza che ce ne accorgiamo. Il tragitto verso il lavoro, una passeggiata in città, un pranzo all’aperto, un’escursione in montagna o qualche ora dedicata allo sport contribuiscono, giorno dopo giorno, a costruire quel carico di esposizione che incide sull’invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di sviluppare patologie della pelle. 

È da questa consapevolezza che prende avvio la video intervista all’interno di questo articolo al professor Steven Paul Nisticòmedico specialista in Dermatologia e Laserterapia del Policlinico Umberto I di Roma, dedicata ai principali temi della prevenzione dermatologica. Un percorso che accompagna il lettore/spettatore attraverso dubbi, convinzioni diffuse e domande che riguardano milioni di persone: esiste davvero un modo per preparare la pelle all'estate? Gli integratori “pre-sole” sono utili? Nei giorni nuvolosi la protezione può essere evitata? E quale fattore di protezione è davvero quello più adatto alle diverse situazioni? Sono interrogativi che riflettono quanto il rapporto con il sole sia ancora condizionato da numerosi falsi miti. 

L’idea che basti esporsi gradualmente per “abituare” la pelle, che in città il rischio sia trascurabile o che la crema solare serva soltanto durante una giornata al mare continua, infatti, a essere molto diffusa. La realtà è decisamente più complessa e richiede un approccio che tenga conto del tipo di esposizione, delle caratteristiche individuali e dell'importanza di una protezione costante durante tutto l’anno.

In questo contesto assume un ruolo centrale anche la scelta del prodotto più adatto. Il mercato offre oggi formulazioni sempre più evolute, differenti sistemi filtranti e livelli di protezione che spesso generano confusione tra i consumatori. Comprendere le differenze tra SPF 30 e SPF 50, tra filtri minerali e filtri organici, o conoscere il diverso impatto dei raggi UVA e UVB significa imparare a utilizzare la fotoprotezione in modo più consapevole, andando oltre il semplice gesto di applicare una crema prima di esporsi al sole. Ma parlare di pelle significa inevitabilmente parlare anche di prevenzione. L’aumento dell’attenzione nei confronti del melanoma e degli altri tumori cutanei rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni. Le campagne di sensibilizzazione hanno contribuito a diffondere una maggiore cultura dei controlli dermatologici, della diagnosi precoce e dell'osservazione dei nei, ma restano ancora molti dubbi sul riconoscimento dei segnali che meritano una visita specialistica e sul reale contributo che una corretta fotoprotezione può offrire nella riduzione del rischio.

Accanto alla salute della pelle, emerge un altro tema sempre più attuale: quello delle unghie. Da semplice dettaglio estetico, sono diventate negli ultimi anni protagoniste di un mercato in continua espansione, alimentato dal successo di smalti semipermanenti, gel e trattamenti professionali sempre più sofisticati. Una trasformazione che ha portato con sé nuove opportunità, ma anche nuove criticità di natura dermatologica. Unghie fragili, sfaldate o che tendono a spezzarsi possono avere origini molto diverse e non sempre rappresentano soltanto un inestetismo. Alimentazione, età, patologie sistemiche e abitudini quotidiane possono influenzarne lo stato di salute, così come le tecniche utilizzate durante la manicure e, soprattutto, le modalità di rimozione dei prodotti applicati. Negli ultimi anni l’attenzione degli specialisti si è concentrata anche sulle possibili reazioni allergiche legate ad alcune sostanze impiegate nei prodotti per la ricostruzione e il semipermanente, in particolare gli acrilati, sempre più frequentemente coinvolti nei casi di dermatite da contatto. Parallelamente è cresciuto il dibattito scientifico sull'utilizzo delle lampade UV e LED impiegate per la polimerizzazione degli smalti, tema che continua a suscitare interesse sia tra gli operatori del settore sia tra i consumatori, soprattutto per quanto riguarda l'adozione di semplici misure preventive durante i trattamenti.

Infine, la sicurezza dei cosmetici rappresenta un capitolo sempre più rilevante. I richiami di alcuni prodotti immessi sul mercato negli ultimi anni hanno riportato l’attenzione sulla qualità delle formulazioni, sulla conformità alle normative europee e sull’importanza di acquistare cosmetici attraverso canali affidabili. Una questione resa ancora più attuale dalla crescita delle vendite online, che rende il consumatore il primo protagonista nella scelta di prodotti sicuri e certificati. Dalla fotoprotezione alla prevenzione oncologica, dalla salute delle unghie alla sicurezza dei cosmetici, il filo conduttore resta uno solo: la dermatologia moderna non si limita più a curare le malattie della pelle, ma punta sempre di più a prevenirle attraverso informazione, educazione e comportamenti consapevoli. Perché prendersi cura della pelle non significa prepararsi all’estate, ma imparare a proteggerla ogni giorno dell’anno.

(*) Nella foto il professor Steven Paul Nisticò

Aggiornato il 08 luglio 2026 alle ore 15:44