Il caso di Monica Busetto: 12 anni in carcere per errore?
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Monica Busetto, un’ex operatrice socio-sanitaria, è stata condannata a 25 anni di carcere per l’uccisione di Lida Taffi Pamio. Un reato che potrebbe non aver mai commesso. La donna è entrata in carcere quando aveva 51 anni, e ha già scontato 12 anni di pena. L’unica prova a carico della condannata è stata una collanina che, come ha documentato Max Andreetta de Le Iene, potrebbe non essere quella della vittima. Ma non è finita qui: mentre Busetto si dichiara innocente da circa 12 anni, c’è un’altra donna, Susanna “Milly” Lazzarini, che ha confessato il delitto. Quindi, al momento, ci sono due donne in carcere per aver commesso da sole lo stesso delitto. Non in concorso. Busetto e Lazzarini non avrebbero avuto nessun rapporto.

La malagiustizia italiana ha creato l’ennesimo paradosso, prima logico che giuridico. Vincenzo Vitale, nostro editorialista, è intervenuto sulla questione nella puntata de Le Iene del 2 ottobre scorso (vedi il video qui). Il giornalista, già magistrato, ha ricordato che in Italia, purtroppo, sono molti i casi come questo. Anche per questo motivo spesso si ricorre “in Cassazione”, ha spiegato Vitale. L’intera condanna di Busetto si poggia su un elemento, una collanina di 58 centimetri che molto probabilmente non è mai appartenuta alla vittima. Sulla scena del delitto, poi, è ben presente il Dna di Lazzarini. Quello di Monica Busetto, assente. La difesa della condannata sta lottando per ottenere la revisione del processo. La Corte d’Appello di Trento, che si sarebbe dovuta esprimere già in estate, ha rinviato al 13 novembre prossimo la sua decisione. Busetto, ormai 64enne, chiede giustizia.

Come può migliorare ed elevarsi una giurisdizione che ha paura di guardare a fondo nei meandri più oscuri del suo operato? Come possono i cittadini fidarsi di un’ordinamento così reticente a riconoscere, quando necessario, i propri errori? Dall’intera vicenda Busetto emerge una giustizia che ha paura della propria ombra. E, forse, questa percezione non è proprio così lontana dalla realtà.

Aggiornato il 14 ottobre 2026 alle ore 10:01