“Ora la polizia locale va integrata nel sistema di sicurezza nazionale”. Lo scrive, in una lettera al direttore del quotidiano Il Tempo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “La sicurezza – sottolinea – è il fondamento stesso della libertà dei cittadini, mentre troppe volte è stata considerata espressione di una visione arcaica dello Stato in contrapposizione a quelle stesse libertà. Il nostro Governo – aggiunge – ha scelto di intervenire senza ipocrisie su problemi che, a mio parere, troppo a lungo erano stati sottovalutati. Lo abbiamo fatto sull’immigrazione illegale, sul contrasto al degrado urbano, sul rafforzamento delle forze dell’ordine e della presenza dello Stato nei territori più difficili. I provvedimenti che ad oggi abbiamo approvato sono stati spesso criticati da una parte dell’opposizione con accuse di ipertrofia normativa, asseritamente mirata a correggere o rimediare alla presunta inefficacia degli interventi precedenti. In realtà sono stati tutti importanti tasselli di una precisa, progressiva strategia: rendere più forte la presenza dello Stato dove più occorre e garantire ai cittadini condizioni crescenti di legalità e sicurezza. E i risultati cominciano a darci ragione. Con questo Governo sono diminuiti fortemente gli ingressi irregolari e i rimpatri stanno aumentando progressivamente”.
Come rimarca Piantedosi, “abbiamo avviato una stagione di assunzioni nelle forze di polizia come non si vedeva da decenni. Stiamo investendo tanto in progetti, anche tecnologici, di sicurezza urbana e per il controllo del territorio. Questo Governo ha scelto di invertire la rotta ed occorre uno Stato più presente anche nelle alleanze con le Città. Stiamo lavorando per potenziare concretamente il ruolo della polizia locale, più integrata nel sistema della sicurezza nazionale, con accesso diretto alle banche dati, maggiore coordinamento con prefetture e forze di polizia, dotazioni tecnologiche all’avanguardia, tutele più forti per gli agenti e pene più severe per chili aggredisce”. Ieri, in Prefettura a Vicenza, Piantedosi, parlando con i giornalisti a margine di un Comitato per l’ordine e la sicurezza nella provincia berica, ha dichiarato che “quest’anno stiamo registrando a livello nazionale un -53 per cento di arrivi irregolari, che si aggiunge al complessivo -60 per cento rispetto all’anno in cui siamo entrati in carica come Governo. Lo dico non per fare contrapposizione a chi c’era prima – ha precisato il ministro – ma per sottolineare l’impegno del Governo nel trasformare un’immigrazione irregolare in un’immigrazione regolare”.
Aggiornato il 21 maggio 2026 alle ore 16:21
