Legge elettorale, Donzelli: “Il testo serve a evitare il pantano”

“A differenza degli altri, noi non apparecchiamo una legge elettorale per gli interessi di partito”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, parlando della riforma. “Con questa legge – sottolinea – noi possiamo perdere le elezioni”. Il parlamentare punta il dito contro le opposizioni e attacca: “Partito democratico e Movimento 5 stelle continuano a dimostrare la loro inadeguatezza istituzionale. O sperano che la legge passi così com’è mentre fingono di protestare, oppure, e questa è l’ipotesi più onesta, non credono nemmeno loro di poter prendere più voti di Giorgia Meloni”, aggiunge. Per Donzelli, le opposizioni sono abituate “ad arrivare al potere senza il consenso popolare, con i giochi di palazzo. Ma faremo in modo che quelle stagioni di pantano non tornino più. Il dialogo lo abbiamo cercato noi – afferma l’esponente di FdI – prima ancora di scrivere una sola riga della legge. Ci hanno risposto: Scrivetela, poi ne discutiamo in commissione. Ora che l’abbiamo scritta, dicono: Troppo comodo, ormai l’avete scritta. Abbiamo detto: proviamo ad andare avanti mentre in commissione proseguono le audizioni. Niente, ancora non va bene. Forse le opposizioni hanno perfetta consapevolezza che sia una buona legge. E che le barricate siano solo per consenso interno”. Secondo Donzelli, “a differenza degli altri, noi non apparecchiamo una legge elettorale per gli interessi di partito. Con questa legge noi possiamo perdere le elezioni. Con il Rosatellum, quella in vigore, nel peggiore dei casi pareggiamo. La differenza è che noi non vogliamo più le coalizioni che nascono dentro il Palazzo: è l’Italia che non vogliamo rivedere”.

In un’intervista a Repubblica, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi invoca un dialogo costruttivo con le opposizioni “Il senso della politica – rimarca – è anche quello di scrivere assieme una nuova legge elettorale che possa trovare la maggior convergenza possibile. Lunedì c’è stata una riunione di maggioranza. C’è una proposta di testo base condivisa dal centrodestra ma, come ogni testo base, è una proposta da cui partire, poi approfondiremo i punti condivisi e non. Abbiamo ribadito quello che per noi è un principio fondamentale per ogni legge elettorale, cioè l’idea che il giorno dopo il voto ci sia qualcuno che possa governare. Un po’ come avviene nelle elezioni regionali. Se volessimo garantire una parte sola non cercheremmo il coinvolgimento delle opposizioni. Tocca a noi verificare se, come auspichiamo, vi sia convergenza sull’obiettivo della stabilità, o se piuttosto si preferiscano sistemi che, non garantendo un risultato chiaro, consentono di governare anche a chi non ha il consenso della maggioranza dei cittadini”. Il leader di Azione Carlo Calenda, sempre al Corriere, critica, com’è sua consuetudine, entrambe le coalizioni. “Credo sia folle – chiosa – con due guerre, la Bce che farà un doppio rialzo dei tassi, l’inflazione che riparte e l’energia fuori controllo, pensare di dire al Paese per i prossimi quattro mesi parleremo di una cosa di cui non frega tassativamente niente a nessuno”. Secondo Calenda, “se passasse la riforma Meloni, che prevede un premio di coalizione, loro devono mettere dentro Roberto Vannacci e la sinistra, di conseguenza, finirà per estremizzarsi al pari della destra e farà delle liste dove c’è dentro anche Potere al popolo. Rischiano di crearsi coalizioni che dal punto di vista di capacità di Governo, di tenuta della linea di politica internazionale e anche di tenuta dei conti, possono produrre solo disastri”.

Aggiornato il 13 maggio 2026 alle ore 18:32