Bibi alla Casa Bianca: con Trump un’alleanza “di granito”

A Washington c’è aria di riconciliazione. Gli accesi scambi degli ultimi tempi sembrano un ricordo lontano. Donald Trump ha scelto Truth per celebrare il suo incontro alla Casa Bianca con Benjamin Netanyahu, il primo da quando il premier israeliano e il presidente degli Stati Uniti hanno iniziato la guerra contro l’Iran. “Il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, insieme a me e ad alcuni miei funzionari. Abbiamo avuto un ottimo incontro! Naturalmente, sono stati discussi molti argomenti importanti”. Così il tycoon ha accompagnato la pubblicazione di tre fotografie del faccia a faccia, al quale hanno preso parte anche il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent.

Poco dopo, Trump ha dedicato un altro messaggio all’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, corredato da due immagini. “È stato fantastico. È stato uno dei migliori incontri che abbiamo avuto”. Intervenendo a Fox News, il premier israeliano ha definito il vertice con Trump una dimostrazione della solidità dell’alleanza tra Washington e Gerusalemme. “I nostri critici, che stavano cercando di trovare crepe nella nostra alleanza, hanno trovato un muro di granito”. E ha aggiunto: “E sapete perché? il presidente è chiaro. Voglio dire, abbiamo un impegno comune. Non vogliamo questo regime fanatico di Teheran avere armi nucleari per minacciare ogni americano, la pace nel mondo e l’esistenza di Israele. Quindi abbiamo un obiettivo comune e sarà raggiunto sia attraverso mezzi diplomatici sia con altri mezzi”.

Nelle ultime settimane, intanto, alti funzionari israeliani ed emiratini avrebbero tenuto una serie di incontri riservati in un Paese terzo per coordinare iniziative comuni contro l’Iran, sia sul piano diplomatico sia su altri fronti, in raccordo con gli Stati Uniti. Lo riferisce Channel 12, secondo cui Abu Dhabi condivide la valutazione israeliana sull’atteggiamento di Teheran nei negoziati con Washington, ritenuto un tentativo di guadagnare tempo per rafforzarsi sul piano economico e militare senza fare concessioni sostanziali. “Siamo perfettamente allineati sull’Iran. Israele sostiene qualsiasi strada scelga Trump”. Lo ha dichiarato il portavoce di Netanyahu, citato da Bloomberg, precisando inoltre che durante il colloquio alla Casa Bianca non si è discusso dell’eventuale vendita di caccia F-35 alla Turchia. Una fonte israeliana ha infine riferito all’Afp che Netanyahu e Trump hanno avuto un incontro “estremamente positivo”, riaffermando il loro impegno “incrollabile” affinché l’Iran non possa dotarsi di armi nucleari.

La città di Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Paese, è stata colpita da un intenso bombardamento di artiglieria israeliana. Secondo Al Jazeera, che cita l’agenzia libanese Nna, i colpi sono stati sparati da una postazione militare nella zona di Tel al-Nahas, nei pressi del villaggio di confine di Kfarkela. L’agenzia ha descritto l’attacco come “intenso e concentrato”. Le Forze di difesa israeliane hanno inoltre reso noto che le proprie unità del genio militare hanno distrutto un centro di comando sotterraneo di Hezbollah nel villaggio di Haddatha, all’interno della cosiddetta zona di sicurezza ancora controllata dalle forze israeliane. Secondo l’esercito, la struttura era stata realizzata sotto una fabbrica di materiali edili, a circa 300 metri da una postazione dell’Unifil. Il tunnel, lungo 55 metri e composto da tre stanze, veniva utilizzato come centro operativo del movimento sciita. Durante l’operazione, i militari hanno anche individuato una fossa sotterranea collegata al complesso, al cui interno erano custodite “dozzine di armi”, mostrate successivamente dall’Idf sui propri canali social.

Aggiornato il 29 luglio 2026 alle ore 15:35