La proposta è già sul tavolo di Andy Burnham. Il nuovo premier britannico dice di voler “superare i dogmi di 40 anni di neo liberismo” che ha impoverito “tante persone e fasce sociali”, e nei quali “il potere politico è stato centralizzato e quello economico privatizzato fin nei servizi essenziali”. L’ex sindaco di Manchester vede in se stesso “l’ultima chance di cambiare”. Il primo assist gli arriva dal sindacato. Secondo uno studio del Trades union congress, nel settore finanziario e assicurativo, sono stati distribuiti complessivamente 25 miliardi di sterline in bonus nell’anno finanziario che si è concluso a marzo. Nel primo trimestre del 2026, periodo in cui ne vengono erogati la maggior parte, i bonus non sono mai stati così alti in termini monetari e hanno registrato il trimestre più alto in termini reali dal 2008. La crescita annua dei bonus è in aumento e si è attestata al 16 per cento nel primo trimestre del 2026. Questo valore, ricorda il Tuc, è stato superiore solo una volta dalla crisi finanziaria di 18 anni fa.
L’analisi sui bonus si aggiunge agli ultimi dati sugli utili che mostrano come le quattro maggiori banche, Barclays, Hsbc, Lloyds e Natwest, abbiano guadagnato 13,8 miliardi di sterline solo nel primo trimestre del 2026, nonostante gli utili di Hsbc abbiano subito un calo inatteso a causa di oneri legati a frodi. Nel 2025 i profitti totali dei quattro istituti finanziari ammontavano a 45,7 miliardi di sterline. Secondo il Tuc gli utili delle banche sono superiori del 40 per cento rispetto al periodo precedente la crisi finanziaria del 2008. Il sindacato britannico avverte che se, con l’aumento dell’inflazione, la Banca d’Inghilterra manterrà i tassi di interesse a un livello superiore a quello previsto, le banche saranno destinate a guadagnare ancora di più. I profitti delle banche sono stati incrementati vertiginosamente dall’abolizione della sovrattassa bancaria, proprio mentre gli alti tassi di interesse si traducevano in profitti eccessivi per gli istituti finanziari. Questo ha portato a rendimenti più elevati sia dagli interessi netti (la differenza tra gli interessi addebitati ai mutuatari e quelli pagati ai risparmiatori) sia dagli interessi corrisposti alle banche sulle riserve detenute presso la Banca d’Inghilterra.
Occorre, quindi, tassare, quantomeno per finanziare la riduzione delle bollette energetiche dei cittadini. Il Tuc chiede un aumento della sovrattassa bancaria per introdurre una tariffa sociale permanente che riduca le bollette di tutti coloro che hanno un reddito basso o medio fino a 559 sterline all’anno. Il sistema prevede un meccanismo di attivazione che inneschi un aumento dei livelli di sostegno durante le crisi acute dei costi energetici, come quella attuale, per mantenere le bollette gestibili, proteggere il tenore di vita e contribuire a mantenere stabili i consumi. Si tratta, inoltre, si fa notare, di proteggere l’economia britannica da shock prolungati, mantenendo bassi i prezzi dell’energia e contribuendo a ridurre l’inflazione.
Secondo il Tuc, se attuato ora, il piano di aiuti alle bollette, inclusa la tariffa di emergenza, costerebbe tra i 3,4 e i 5,9 miliardi di sterline all'anno, cifra che potrebbe essere finanziata aumentando la sovrattassa bancaria. Il sindacato sostiene che ciò darebbe impulso all’economia molto più che permettere alle grandi banche di accumulare profitti in eccesso. Nello specifico un aumento della sovrattassa bancaria potrebbe generare un gettito fiscale compreso tra 9 e 60 miliardi di sterline nei prossimi 4 anni. Secondo il Tuc, una sovrattassa del 16 per cento, il doppio rispetto a quella originaria prima della riduzione da parte dei conservatori, genererebbe 24 miliardi di sterline in 4 anni. Un sovrapprezzo del 35 per cento, pari alla tassa sugli extraprofitti imposta dai conservatori alle società energetiche, genererebbe 60 miliardi di sterline in 4 anni.
Anche solo annullando i tagli dei conservatori e portando l’aliquota all’8 per cento, considerato dal Tuc il “minimo indispensabile”, si otterrebbero 9 miliardi in 4 anni. “Mentre le bollette si fanno sempre più salate per i lavoratori, i bonus bancari sono alle stelle”, commenta Paul Nowak. “Ogni volta che si parla di tassare le banche – rileva il segretario generale del Tuc – alcuni dei più ricchi del Paese iniziano a lamentarsi e a sostenere di non potersi permettere di pagare di più. Ma le grandi banche – osserva – stanno facendo affari d’oro grazie agli alti tassi di interesse e alla crisi dei mutui in tutto il Paese. Possono benissimo permettersi di pagare più tasse”. Per Nowak “non c’è mai stata una ragione così forte per aumentare la sovrattassa bancaria”. È “una soluzione di buon senso attesa da tempo, e il governo dovrebbe usare i fondi raccolti per ridurre le bollette energetiche dei cittadini”.
Aggiornato il 22 luglio 2026 alle ore 10:28
