Meno male che Silvio ci fu!

Sassolini di Lehner

Seguitano a gettare fango, a mezzo stampa ea mezzo librowskij, su Silvio Berlusconi. In verità, tanto livore è giustificato e ben comprensibile, visto che Silvio, con una magia politica s'inventò il centro-destra vincente, scongiurando l'avvento della “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. Quella velenosa pozione postmoderna del leninismo avrebbe potuto completare la devastante “marcia su Roma” di mani pulite  fino a ridurre il Belpaese al livello di una cooperativa rossa sorda e grigia, magari dedita anche al lucro umanitario. Berlusconi smontò la macchina di Achille e restituì speranza e fiducia in un futuro, dove l'individuo potesse non essere annichilito e cancellato dallo statalismo e dalle nomenklature da anni cresciute e rafforzate col plasmon dei dollari sovietici. Per i compagni, per i cattocomunisti, per i forcaioli di tutte le risme, Silvio anche da defunto rimane uno spauracchio, sempre e comunque da criminalizzare e demonizzare. Hanno tutte le loro miserabili ragioni, visto che il Cavaliere continuò a batterli ea ridicolizzarli. Di più: meglio di Ned Ludd sabotò, svitò e distrusse le trasmissioni delle riproposte macchine belliche trinariciute. Da parte nostra, invece, stima, rispetto e gratitudine. Ricordo la sorpresa, l'entusiasmo, le esclamazioni gioiose nella redazione de L'Opinione delle Libertà, che Arturo Diaconale aveva da pochi mesi (14 dicembre 1993) fatto rinascere come quotidiano. Ci abbracciamo, commossi e felici, festeggiando la fine di un incubo e l'albore di una possibile rivoluzione non comunista, ma liberale. Grazie Silvio per esserci stato.

Aggiornato il 16 giugno 2026 alle ore 10:53