Viviamo nell’era dell’ipermoralità. La morale ha riempito ogni spazio della vita pubblica. Le questioni umane e sociali vengono analizzate solo con le lenti della “morale”. O almeno, di ciò che pensiamo sia la “morale”. Non esiste più altra categoria per giudicare e decidere ciò che è bene e ciò che è male. Il nuovo libro di Alexander Grau, dal titolo Ipermoralità. Il nuovo piacere dell’indignazione, prende atto di questa condizione. Il testo del filosofo e giornalista tedesco indaga e svela le radici sociali e storico-ideologiche dell’ipermoralismo, per tentare di comprendere come mai sia potuto diventare l’ideologia dominante del nostro tempo.

La morale nel senso contemporaneo del termine è eccitata, inquisitoria e assoluta. Come una religione acefala, senza Dio, ma compresa dei suoi dogmi, sacerdoti, peccati e soprattutto i suoi eretici da bruciare. Una degenerazione dalla morale sobria, filosofica e storica che ha accompagnato l’evoluzione dell’uomo. L’ipermoralità affonda, secondo Grau, le sue radici nella società di massa, nella secolarizzazione e nel culto dell’autorealizzazione. L’autore individua in questo comportamento il bisogno di ogni individuo di sentirsi dalla parte giusta della storia, per provare a guadagnarsi la sua fetta di salvezza. “E poiché i moralisti vivono nella convinzione di rappresentare il bene in sé, eventuali critici sono da considerarsi bersagli verbali e vengono, a seconda del tema e della situazione di partenza, bollati come neoliberisti, capitalisti, militaristi, sessisti o almeno come irresponsabili”, afferma Grau in Ipermoralismo.
Ma perché un eccesso di moralità rappresenta un problema? “La moralizzazione di quasi tutte le questioni sociali e politiche”, ribadisce l’autore, “serve a suscitare emozioni e quindi a mobilitare le masse nella lotta per conquistare l’opinione pubblica”. Le democrazie contemporanee, influenzate dai media (e non viceversa) non riescono più a comunicare le questioni concrete se non attraverso la modalità dell’agitazione e dell’indignazione. Uno stato di allerta permanente.
(*) Alexander Grau, Ipermoralità. Il nuovo piacere dell’indignazione, traduzione italiana di Stanislao Leone, Liberilibri 2026, collana Altrove, 112 pagine, 15 euro
Aggiornato il 08 ottobre 2026 alle ore 10:30
