Cateno De Luca rivendica la centralità del suo movimento all’interno del centrodestra. Il leader di Sud chiama Nord parte dal presupposto di essere utile, anche per “cercare di sgonfiare un’altra operazione simile a quella di Vannacci ossia quella dell’assessore Onorato che, volendo entrare nella casa di Gesù, si è inventato civico in pochi mesi”. Il sindaco di Taormina (Messina) è convinto che la sua creatura politica sia utile “ma non come sommatoria di voti, come ha chiarito bene sia il presidente La Russa, sia il presidente Meloni quando sono intervenuti alla nostra convention: Chi conosce Cateno De Luca sa che imporgli le cose è impossibile, ha detto La Russa”. In un punto stampa davanti a Montecitorio, De Luca rimarca la propria “unicità”. “Oggi se io dovessi fare una vignetta alla Forattini, vedrei questo disertore con il cappello in mano, in ginocchio di fronte alla Meloni che dice: Per favore mi fai entrare in questo centrodestra? E lei dice no. Ecco, questo è il momento plastico che vede il cazzaro sgonfiarsi”. È la stoccata di De Luca a proposito di Roberto Vannacci definito “disertore” o “cazzaro”. E continua: “Nell’ambito del centrodestra molti riferimenti territoriali, anche con uomini e donne di esperienza politica, pensavano che attraverso il generale potevano riposizionarsi con una legittima aspirazione di candidatura alla Camera e al Senato, ma questo rientrava in un ragionamento sull’inserimento di Vannacci nel centrodestra. Io sono reduce da una seduta spiritica notturna e posso confermarvi per l’ennesima volta che Vannacci rimarrà fuori dal centrodestra e, nel giro di qualche mese, buona parte di quelli che sono stati punti di riferimento sul territorio abbandoneranno Vannacci. Perché? Perché si sono resi conto che la strategia che aveva messo in campo Vannacci è quella di mettersi in proprio”.
Dal canto suo, il generale si rivolge direttamente alla premier. Giorgia Meloni rischia di perdere come Donald Trump? “Assolutamente sì, a meno che non si affidi a Futuro nazionale. Serve un radicale cambio di rotta”. Lo sostiene il leader di Futuro nazionale, in un’intervista al Fatto Quotidiano, commentando l’esito delle elezioni di Midterm americane e sottolineando che, a suo parere, Trump “ha disatteso le aspettative, senza riuscire a fermare il conflitto in Ucraina e scatenandone uno in Iran. Ha deluso, un po’ come Giorgia Meloni, che prometteva Prima gli italiani. E invece – prosegue – ha accettato tutti i diktat dell’Europa, quella a cui aveva promesso che sarebbe finita la pacchia, iniziando dal green deal che uccide le nostre imprese, passando alle politiche migratorie annacquate”. Secondo Vannacci, Fn è stato marginalizzato: “Per tutta l’estate le trasmissioni Mediaset hanno sparato contro di noi, senza che io o rappresentanti di Futuro nazionale potessimo essere presenti per ribattere. Poi devono essersi accorti che come strategia non funzionava, e allora hanno deciso di ignorarci”. C’è la mano della politica? “Ovviamente, ed è quella del centrodestra che ha scelto aprioristicamente di non allearsi con noi: almeno per ora”, risponde Vannacci. Commentando il calo nei sondaggi del suo partito, il generale sottolinea che questa “è l’altra arma che stanno usando contro di noi. Ma i numeri dicono che cresciamo senza fermarci. Abbiamo superato i 162mila iscritti, al ritmo di mille a settimana”. E poi, conclude, “ovunque io vada la gente mi accoglie con entusiasmo. Altro che crisi”.
Aggiornato il 06 novembre 2026 alle ore 13:48
