Europa meloniana
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Chi scrive è un liberale di destra, tra fine anni Settanta ed inizio anni Ottanta iscritto e militante del Movimento Federalista Europeo. Oggi è convinto sostenitore della politica europea di Giorgia Meloni. Per capire non me, la cosa sarebbe irrilevante, ma l’Europa d’oggi, è utile mi spieghi.

Nel dibattito al Senato dell’altro ieri, seguito al discorso sulla posizione che la Presidente del Consiglio dei ministri intendeva portare al Consiglio europeo di ieri, si è svolto un contrasto ideologico con l’onorevole Graziano Delrio. Il rappresentante dell’opposizione descrive la sua visione del progetto d’integrazione come federalista; la capo del governo, pur riconoscendo la legittimità di quella posizione, dichiara di avere una prospettiva confederale per l’Unione europea.

La differenza ideologica è presto detta: una federazione, secondo un concetto apparso con gli autori dei saggi federalisti nei dibattiti del XVIII secolo durante il congresso in cui venne scritta la costituzione degli Stati Uniti d’America ancora vigente, consiste nel trasferire la sovranità dello Stato dai territori federati all’Unione federale; una confederazione nel mantenimento della sovranità nei singoli Stati membri, i quali collaborano tra loro in alcune materie.

Però Giorgia Meloni ha detto, in ogni occasione, di aderire ad una idea di “sussidiarietà”: le istituzioni comuni si dedicano alle materie che, al giorno d’oggi, non possono essere gestite a livello di Stati membri, mentre a questi ultimi spettano le competenze meglio amministrabili da loro. Questa è, però, anche, un’idea del cosiddetto “federalismo integrale” di certa scuola, soprattutto francese, tipo Alexandre Marc ed altri. Tutti presero le mosse da Denis de Rougemont (Couvet, 8 settembre 1906 – Ginevra, 6 dicembre 1985), scrittore, filosofo e saggista svizzero di lingua francese. Egli visse e scrisse in una Svizzera che, per permanere di un’affettività storica, continua a chiamarsi Confederazione Elvetica ma che è, secondo tutta la letteratura giuridica e politica, una strettissima federazione. Mario Albertini, alla guida del Movimento Federalista Europeo e dell’Unione Europea dei Federalisti, sosteneva come la base materiale della piena sovranità consiste “nella borsa e nella spada”, cioè nella moneta e nella difesa.

La più parte degli Stati membri dell’Unione europea accetta l’euro, cioè una moneta comune, ed oggi, sotto l’aggressione della guerra ibrida mossale dalla Federazione Russa, Giorgia Meloni sostiene la necessità di una vera e valida difesa comune. La sua Unione sarebbe una Confederazione europea quale lo è oggi l’elvetica. Per questo trovo insensato il mero ideologismo definitorio alla Graziano Delrio. W l’Europa Meloniana.

Aggiornato il 16 ottobre 2026 alle ore 11:22