Meloni al Senato: il sostegno a Kiev è di vitale importanza
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L’intervento di Giorgia Meloni al Senato ha toccato diversi temi. Dall’attualità economica alla politica estera, passando dalla crisi energetica e dalla legge di bilancio. Palazzo Madama ha approvato le due risoluzioni presentate dalla maggioranza sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. Al termine delle comunicazioni Meloni si è recata da prassi alla Camera dei deputati per consegnare il testo del suo discorso per poi tornare al Senato per assistere alla discussione generale e per la sua replica agli interventi.

Il primo argomento toccato dalla premier è stata la competitività dell’Unione europea. “La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia” e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia, e nessuno può rispondere efficacemente da solo”. Per questo serve “una risposta coordinata e rapida”, ha detto la premier. Il Consiglio europeo farà il punto sull’attuazione dell’agenda One Europe, One Market e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico. “Sono obiettivi sui quali l’Italia insiste da tempo”, ha detto la premier al Senato. Che ricorda come l’esecutivo abbia ricordato diverse volte di non poter chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. “Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione”, ha detto Meloni.

La premier si è difesa dalle accuse di spendere in armi i soldi destinati alla sanità. “Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive, ma non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola”, ha rassicurato Meloni al Senato. Se l’esecutivo non li spendesse in difesa, non potrebbe comunque usarli. “Chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte al welfare da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo”, ha aggiunto la presidente del Consiglio.

Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, non è cambiata la posizione del governo italiano. Il “sostegno a Kiev” è garantito. L’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è “una scelta che considero molto rischiosa” ha detto, inoltre, Meloni. Che ha aggiunto: “L’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Vladimir Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.

Garantire il sostegno alla popolazione ucraina è di vitale importanza, soprattutto adesso che sta per iniziare l’inverno. Allo stesso tempo, l’esecutivo si è promesso di “sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina”. È questo uno dei punti di impegno della risoluzione predisposta in Senato dalla maggioranza. La coalizione di governo, inoltre, ha chiesto di puntare alla “designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri”. Il documento, poi, chiede di “non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa”.

Giorgia Meloni si è soffermata anche sulla questione mediorientale. Una settimana dopo la ricorrenza del 7 ottobre, ribadisce la premier, che la sicurezza di Israele non può essere messa in discussione. Con Tel Aviv bisogna “mantenere aperto un canale di dialogo”, ha detto la presidente del Consiglio. “Ci preoccupa il perdurare della presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria, a Gaza”, ha aggiunto Meloni. Che ha spiegato come la pressione sulla popolazione palestinese sia “intollerabile”. E ancora: “Come abbiamo scritto insieme a Francia, Germania, Regno Unito e altri partner, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. E ci opponiamo con forza a chi sostiene l’annessione e lo spostamento forzato della popolazione palestinese”, ha sottolineato la presidente del Consiglio.

Aggiornato il 14 ottobre 2026 alle ore 16:57