Camera, legge elettorale allo scatto finale
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È in corso la settimana decisiva per il varo della legge elettorale. Giovedì 8 ottobre può rappresentare la data cruciale per il futuro della legislatura. Per queste ragioni, il Governo temendo possibili trappole vuole evitare il minimo. Così ha introdotto un complesso meccanismo di voto che porterà allo scrutinio segreto solo sul via libera finale al testo. Di fronte a uno sparuto gruppo di deputati, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ha chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato e che vanno quindi rivotati scatenando l’ira delle opposizioni. Le prime due riguardano il cuore della riforma con gli articoli nei quali, tra l’altro, è stato inserito il meccanismo delle preferenze, la terza una ridefinizione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Si tratta di un punto sul quale le opposizioni non hanno fatto emendamenti ma che poteva essere sottoposto a scrutinio segreto e perciò per evitare il peggio il centrodestra si è blindato anche su quello. Un atteggiamento contro il quale le opposizioni sono andate all’attacco. “È una scelta indegna: abbiamo fatto 50 emendamenti in tutto, non c’è ostruzionismo. Mettete la fiducia perché avete paura della tenuta della vostra maggioranza”, ha attaccato il dem Federico Fornaro.

L’alternativa al voto favorevole alla legge elettorale, come ha detto a più riprese Giorgia Meloni, è la fine della legislatura. Ma secondo il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan, “non c’è ragione perché vada diversamente da come è andata sulle pregiudiziali dove la maggioranza ha avuto anche dei voti in più”. È un’ipotesi di scuola, ha aggiunto, ma se ci fosse un passo falso “Meloni ha detto che è come un voto di fiducia, se sul voto di fiducia perdi, il governo si dimette”. Incidenti, però, di fatto, ad ora non ne vengono messi in conto nemmeno dalle parti di Lega e Forza Italia tranne che nell’ipotesi, smentita dai diretti interessati, di autosabotaggio. Intanto, oggi si sono tenute le prime due chiame, domani la terza e poi ci sarà il voto (senza fiducia) sull’articolo 8 sul quale non è possibile chiedere il voto segreto e perciò non è stata posta la fiducia per arrivare a giovedì al D-day del voto finale sul testo a scrutinio segreto. Tutto ciò, per le opposizioni, passando di forzatura in forzatura. “Nessun tipo di confronto c’è stato per le leggi elettorali precedenti, Italicum e Rosatellum”, la replica del portavoce dei relatori Angelo Rossi (Fratelli d’Italia). Come ha detto oggi il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, “il centrodestra è compatto su una legge elettorale che garantisce rappresentanza e governabilità, stabilisce subito chi ha vinto e governa e chi ha perso, eliminando i giochi di palazzo e, anche grazie a Noi Moderati, rintroduce le preferenze per restituire il potere di scelta ai cittadini”. Intanto, l’Aula della Camera ha approvato con 226 voti a favore e 147 contrari la fiducia posta dal Governo sull’articolo 1 della legge elettorale. Tre gli astenuti. L’articolo, tra le altre cose, contiene le modifiche al testo apportate dal Senato in materia di firme e preferenze per quanto riguarda la Camera. Subito dopo sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal Governo sull’articolo 2.

Aggiornato il 06 ottobre 2026 alle ore 16:08