Legge elettorale, la maggioranza alla ricerca di un patto condiviso

Dopo il disco verde ottenuto alla Camera, il testo relativo alla legge elettorale arriva al Senato. Ma il nodo resta sempre quello delle preferenze. Giorgia Meloni e i leader della maggioranza non hanno ancora sciolto la riserva. Il dubbio riguarda un nuovo slancio per reintrodurle, nonostante la bocciatura a scrutinio segreto di Montecitorio. Un fatto è certo: un secondo incidente parlamentare sarebbe deleterio. Al momento, come scrive il Giornale, nel centrodestra prevale la prudenza. Da quanto filtra, nessuna decisione definitiva è stata presa. L’orientamento sarebbe quello di verificare anzitutto la possibilità di un accordo blindato tra tutti i partiti della maggioranza. Solamente in presenza della certezza dei numeri si potrebbe valutare se riproporre al Senato un emendamento sulle preferenze, eventualmente accompagnato dal via libera alla parità di genere, con la percentuale del 50 e 50 nelle liste bloccate, soluzione che potrebbe contribuire a ricompattare la coalizione e a blindare il voto delle parlamentari del centrodestra. Guardando al calendario, e tenendo conto che questa settimana la commissione sarà dedicata in primis al decreto sulla giustizia, è difficile ipotizzare che il testo venga chiuso per l’Aula prima della pausa estiva.

I tecnici della maggioranza sono comunque in contatto e al lavoro. Ma i tempi un po’ più dilatati possono servire anche a svelenire il clima. Oltre che a far decantare i sondaggi e a ripartire con un quadro anche un po’ più lineare. Intanto, il leader di Forza Italia Antonio Tajani ha sottolineato che il testo approvato dalla Camera “è perfetto” e che gli azzurri non presenteranno alcun emendamento. Per i forzisti l’aspetto decisivo della riforma riguarda la stabilità ai Governi, mentre le preferenze non rappresentano una priorità. “Ci auguriamo – dice il vicepremier – che la legge elettorale sia varata in fretta e che si torni a parlare d’altro, delle cose che più importano al Paese”. Sul fronte opposto, il centrosinistra si prepara per la battaglia ma attende anche le mosse dell’altro campo chiedendosi se, davvero, ci sia la determinazione ad andare avanti. Anche perché, osserva qualcuno, in caso si decida di perseguire la linea dell’intesa con Roberto Vannacci coi collegi del Rosatellum, forse, gli accordi potrebbero essere più semplici. Ad ogni modo l’opposizione continua ad avversare il testo, così come il fatto che la tematica resti al centro del dibattito.

Aggiornato il 21 luglio 2026 alle ore 13:54