La questione preferenze infiamma il dibattito sulla legge elettorale. “Questa riforma serve all’Italia”, sostiene il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. Che aggiunge poi un particolare sulla data del voto: “La nuova legge elettorale permetterebbe una maggioranza solida, quindi anche in autunno. Quella attuale costringerebbe ad anticipare in primavera, per evitare di finire a ridosso della finanziaria”. Un modo – a giudizio delle opposizioni che restano critiche sulla riforma – per provare a blindare il testo ventilando un voto anticipato che potrebbe pesare sui tanti parlamentari che temono di non raggiungere il traguardo dei 4 anni e mezzo da inizio legislatura oltre i quali si ottiene il vitalizio. Tornando al percorso della riforma gli sherpa della maggioranza si sono confrontati più volte oggi in Transatlantico anche con i capigruppo sul tema. E il dossier sarà al centro della conferenza dei capigruppo prevista per oggi alla Camera dopo le votazioni di ieri mattina. Le opposizioni hanno chiesto con una lettera al presidente Lorenzo Fontana, qualche giorno in più d’esame sul provvedimento. E non è escluso che si possa arrivare a modificare dal 26 al 29 giugno la data di incardinamento in Aula con la discussione generale. Qualche giorno in più che non cambierebbe peraltro la possibilità per il centrodestra di avere poi i tempi contingentati a luglio.
Intanto in Commissione Affari costituzionali sarà tour de force con riunioni da oggi in tarda mattinata a oltranza – al netto della cerimonia in Aula con il presidente Sergio Mattarella di giovedì – e fino a venerdì. Mancano ancora 150 voti circa all’appello, calcolano dalla maggioranza. Mentre l’opposizione attacca. “Siamo stati imbavagliati. Tre minuti a intervento – dice Filiberto Zaratti di Avs – per un provvedimento senza urgenza. Lo fanno perché non vogliono alcun confronto di merito”. Tra una ventina di emendamenti il centrodestra dovrebbe approvare l’ultima delle proprie correzioni presentate in commissione: la doppia candidatura di chi corre nel listino circoscrizionale del premio anche nella lista proporzionale. Con un ritmo sostenuto di votazioni, tra l’altro, non è del tutto escluso che alla fine si arrivi a votare anche sui temi più delicati contenuti in emendamenti delle opposizioni che per il momento sono stati accantonati. Tra questi in primis quello delle preferenze oggetto di proposte di modifica dei vannacciani ma anche di Azione e liberaldemocratici. Se si dovesse arrivare davvero a un voto in commissione governo e relatori potrebbero scegliere di rimettersi alla commissione sul parere. Nel centrodestra Lega e Forza Italia sono contrarie mentre Noi moderati e Fratelli d’Italia potrebbero motivare una eventuale contrarietà con il fatto che la modifica esula dal patto di maggioranza che non le ha previste nel testo base e in più, per dirla con Donzelli, è giusto che su un tema del genere “si esprima tutta l’Aula”. Anche le opposizioni, d’altra parte, non sono compatte sul punto. Una cosa che viene al momento esclusa nella maggioranza è, invece, quella del ricorso alla fiducia a Montecitorio.
È un’opzione che viene smentita da FdI e FI mentre la Lega con Igor Iezzi osserva: “l’obiettivo è non metterla ma non dipende da noi ma dall’atteggiamento delle opposizioni”. Intanto, la segretaria del Pd Elly Schlein attacca la maggioranza sulla riforma nel corso della relazione alla direzione del partito al Nazareno. “Contro la legge elettorale faremo muro in Parlamento e fuori, insieme alle altre opposizioni. Non faremo passare questa legge elettorale, faremo tutto ciò che è possibile e che i regolamenti ci consentono per riuscire a frenare”. A suo avviso, “nella legge elettorale ci sono degli aspetti che hanno chiari profili di incostituzionalità come un premio enorme che permetterebbe in Senato di arrivare da soli al quorum di garanzia. La legge non prevede il voto per i fuorisede, contiene l’antipasto del premierato, mettendo l’obbligo dell’indicazione del premier alla presentazione del programma”. Per la leader dem, “solo un governo chiuso nel palazzo può pensare che la priorità sia la legge elettorale”.
Aggiornato il 23 giugno 2026 alle ore 15:50
