Centrodestra, dubbi di Donzelli su Futuro nazionale

Giovanni Donzelli s’interroga sull’ipotesi che Futuro nazionale resti fuori dal centrodestra. Il capo dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, in un’intervista al Messaggero, esprime le proprie perplessità in relazione all’attività del soggetto politico fondato dal generale Roberto Vannacci. “Se continuano a votare come la Schlein, Boldrini e Ricciardi, mi sembra evidente la scelta che hanno fatto”, attacca Donzelli. Con la legge elettorale che la maggioranza di Governo sta studiando i vannacciani rischiano di restare al di là della coalizione conservatrice. “La domanda – riflette Donzelli – va posta a chi sta decidendo di spaccare il centrodestra per aiutare la sinistra a vincere le elezioni”. Quindi, fuori Roberto Vannacci e dentro Carlo Calenda? “Calenda – spiega Donzelli – è stato votato non con il centrodestra, ma in alternativa. Sta facendo un’opposizione seria e responsabile, non ideologica e faziosa, anteponendo l’interesse nazionale. Noi, a differenza del cosiddetto campo largo, non faremo un’accozzaglia tra persone che non c’entrano nulla, la coerenza resterà la nostra cifra”. Rispetto alla legge elettorale, Donzelli ricorda che “col Rosatellum saremmo costretti a votare prima dell’estate. Se invece avremo una legge elettorale con un vincitore certo, possiamo votare anche all’ultimo giorno utile della legislatura”.

In conclusione, parlando della Commissione Covid, Donzelli commenta in maniera decisa: “Nel momento in cui una commissione d’inchiesta solleva dubbi su persone vicine a Giuseppe Conte, il Movimento 5 stelle dimentica la trasparenza ma vuole sciogliere la commissione e tappare la bocca a chi solleva dubbi”. Ieri, nel corso delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha attaccato a testa bassa il generale. “Per 6 volte avete votato contro la fiducia a questo Governo, insieme a Schlein, Conte e Renzi”, ha detto la premier rivolgendosi ai deputati di Futuro nazionale. “Votare contro la fiducia – ha insistito – significa votare per mandare a casa il Governo. E fare quello che serve alla sinistra non è mai difendere l’interesse nazionale”. Dopo mesi in cui Meloni si era tenuta alla larga da commenti sulle mosse del generale e dei suoi sostenitori, l’attacco diretto si affianca alla sfida. “Non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”, ha detto la premier. Meloni ha rivendicato: “Quello che stiamo facendo a tutela dell’interesse nazionale è quello che c’era nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voialtri siete stati eletti nelle file del centrodestra”. In Transatlantico, gli animi ieri erano bollenti. “Dopo un attacco così, ora è guerra totale”, ha annunciato Rossano Sasso di Futuro nazionale parlando con i cronisti. L’ex leghista, ora vannacciana, Laura Ravetto ha sentenziato: “Non votiamo la fiducia al Governo non per fare un favore alla sinistra ma perché il Governo ha tradito la fiducia degli elettori e il programma con cui è stato votato”. Addirittura, per l’ex FdI Emanuele Pozzolo, “Meloni ha dimostrato di essere la migliore alleata della sinistra chiudendo ogni dialogo politico con Vannacci”.

Aggiornato il 12 giugno 2026 alle ore 15:17