Legge elettorale, Salvini: “Confronto con le opposizioni”

“Abbiamo chiesto un confronto alle forze di minoranza, ma non sembrano interessate”. Lo afferma, a proposito della nuova legge elettorale, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, parlando al mercato di largo Botteghelle a Reggio Calabria. “Noi siamo pronti a lavorare fino all’ultimo minuto. Il confronto lo abbiamo chiesto ma mi sembra abbiano detto che non gli interessa. Ognuno fa quello che vuole ma la mia priorità non è la legge elettorale, evidentemente”. Frattanto, il centrodestra si appresta a mettere mano alla riforma della legge elettorale e a farlo direttamente in sede di messa a punto del testo base in commissione e non, invece, attraverso emendamenti. Non adottare direttamente il testo a prima firma Galeazzo Bignami per poi modificarlo, non è, nei fatti, una pura formalità tecnica ma si tratta invece di una formula che consente da un lato di blindarsi al proprio interno, rinnovando in qualche modo il sigillo di tutta la maggioranza sotto il testo, e dall’altro anche di guadagnare tempo nel timing della legge. Tanto è vero che il centrodestra, nella prossima capigruppo sulla programmazione dei lavori alla Camera vorrebbe chiedere che il testo sia all’ordine del giorno in Aula a giugno: una opzione che lascerebbe anche spazio per tentare, entro l’estate, di ottenere il via libera anche del Senato.

La prima modifica sul piatto riguarda l’innalzamento al 41 o – più probabilmente – al 42 per cento della soglia oltre la quale si ottiene il premio di maggioranza. Dall’altra parte, si lavora all’abbassamento – da 230 a 220 o 222 – del numero dei seggi massimi che si possono ottenere alla Camera sommando quelli proporzionali al premio di 70 (che resterebbe così invariato). Tra le modifiche in pista anche l’eliminazione del ballottaggio e la non assegnazione del premio in caso di un esito elettorale discordante tra Camera e Senato. Resterebbe, invece, fuori dal pacchetto delle modifiche la questione delle preferenze, sulla quale, in ogni caso, sia Fratelli d’Italia che Noi moderato hanno preannunciato un emendamento. Si tratta di ritocchi che vengono anche incontro a una serie di indicazioni emerse durante le audizioni dei costituzionalisti in commissione. E recepirle può, nei fatti, rappresentare sia un ulteriore segnale di fumo all’opposizione che un modo per mettersi al riparo da eventuali possibili rilievi della Consulta. “Sono tanti – osserva la parlamentare dem Simona Bonafé – i profili di incostituzionalità che sono emersi nel corso delle audizioni. La maggioranza dovrebbe semplicemente ritirare il testo e occuparsi dei veri problemi degli italiani”. Inoltre, osserva il capogruppo di Avs in commissione Filiberto Zaratti “se cambiano il testo allora vanno rifatte le audizioni” che si sono svolte su una base diversa. Se ne tornerà a parlare la prossima settimana quando in commissione, martedì e mercoledì, si svolgerà la discussione generale al termine andrà adottato il testo base.

Aggiornato il 22 maggio 2026 alle ore 14:08