AAA riforma giggiona cercasi

Lo scenario post-elettorale del 2027 è quantomai imprevedibile. Ciò perché non si conosce il candidato del centrosinistra, perché quest’ultimo andrà cercato con il solito finto bagno di democrazia delle primarie e perché Schlein, Conte, Bonaccini, Salis o altri non fa una gran differenza in termini elettorali. Ad oggi sappiamo che le elezioni si vinceranno o si perderanno sul filo: ecco perché un accordo su una legge elettorale che preveda premi di maggioranza non tarderà ad arrivare. L’alternativa è un pareggio probabile con relativa empasse e conseguenti governi strani. Ma questa volta l’effetto collaterale non è solo l’instabilità di governo, dato che la prossima legislatura è quella dell’elezione del nuovo Capo dello Stato, appuntamento a cui la sinistra non ha mai voluto arrivare impreparata, convinta com’è che un uomo fidato al Colle sia cosa molto utile.

Dal canto suo il centrodestra, complice la situazione internazionale, ha dilapidato il largo vantaggio nei sondaggi che aveva un anno fa e non accenna a fare quel salto di qualità in termini di riforme (sicurezza, smart working, infrastrutture, lavoro, edilizia, economia, giustizia, immigrazione, crisi industriali) che avrebbero potuto mettere il turbo nei consensi.

Il centrosinistra parte dalla posizione di vantaggio di essere opposizione, ma si dà il caso che in questi anni non abbia saputo fornire un’alternativa alle politiche governative che criticava aspramente, una leadership credibile, una parvenza di coesione e una posizione organica in politica estera. E poi la critica a tappeto sulla totalità dell’azione di governo è già di per sé dimostrazione di scarsa credibilità: se ciò che fa il Governo fa sempre tutto schifo, allora sembri un rappresentante di Istituto del liceo e non una classe dirigente matura che si candida per l’alternativa. Se poi ci aggiungiamo le menate sul fascismo, allora siamo veramente ad un’assemblea di liceali, cosa che distrugge consensi invece di crearli. La sfida allora è proprio questa: da un lato l’opposizione si gioca le proprie possibilità prima attraverso un atteggiamento più credibile e poi con un frontman adeguato.

La maggioranza invece dovrebbe fare uno scatto di reni, un sussulto di vitalità che la tiri fuori da quella palude di immobilismo in cui si è impantanata per carenza di idee riformiste e, a volte, per inadeguatezza della compagine di Governo (Giorgia Meloni non basta). Basterebbe anche una riforma “giggiona” che piaccia ai giovani.

Se ci sarà un pareggio, tutto dipenderà dal Colle, ecco perché la sinistra ci tiene tanto. Il resto è il solito teatrino. In caso di riconferma dell’attuale maggioranza continuerà la guerra civile a reti unificate a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Se dovesse invece prevalere la sinistra, sosterrà di aver ereditato una situazione disastrosa, risolta grazie a mirabolanti provvedimenti e straordinarie idee: le piazze si svuoteranno di manifestanti (anche se togli l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori), Sigfrido Ranucci andrà in letargo e non vedrà più loschi traffici per tutta la legislatura, La7 parlerà solo di uncinetto e i fascisti non faranno più paura.

Aggiornato il 06 maggio 2026 alle ore 09:42