Il dibattito sulla legge elettorale è più vivo che mai. Soprattutto, all’interno della maggioranza che sostiene il Governo guidato da Giorgia Meloni. Le visioni sono diverse anche tra le destre. Da una parte, Fratelli d’Italia e Forza Italia vogliono imprimere un’accelerazione. Dall’altra, la Lega frena. Su tutta la linea. Il fatto che la componente vannacciana continui a drenare potenziali consensi – almeno secondo i sondaggi – preoccupa non poco il Carroccio. Sul fronte delle opposizioni le discussioni vertono, quasi esclusivamente, sulle ipotetiche primarie per la leadership del campo largo. Ma, come sottolinea Il Fatto quotidiano, l’altro ieri, per provare a uscire dallo stallo, il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, il forzista Nazario Pagano, ha chiesto in ufficio di presidenza a gruppi parlamentari di ridurre il numero delle persone da ascoltare in commissione sulla riforma. L’obiettivo, come chiarisce il compagno di partito Paolo Emilio Russo, è volto a “ultimare le audizioni entro il mese di maggio”. Iniziando “già lunedì prossimo” ha detto il capogruppo dei meloniani in commissione, Alessandro Urzì, che invoca gli straordinari o almeno “l’intera giornata, che a casa mia finisce alle 22”. L’invito di Pagano è rivolto principalmente alle opposizioni, che hanno presentato circa 80 delle oltre cento richieste di audizione.
Neanche una è arrivata dalla Lega salviniana. È la prova provata dell’assoluta freddezza di Via Bellerio verso la nuova legge elettorale. “Per noi non è una priorità, ma siamo comunque favorevoli a ridurre il numero degli auditi” ha rimarcato Igor Iezzi. È del tutto naturale, tenuto conto che visto che con l’abolizione dei collegi uninominali – punto nevralgico su cui si fonda la bozza di riforma – e stando ai sondaggi attuali, il partito di Matteo Salvini crollerebbe dai 70 deputati attuali a poco più di 20. Non a caso, la dem ed ex renziana di ferro Simona Bonafè parte da lì per motivare il suo no alle forze di Governo: “La Lega dice che la legge non è una priorità mentre per Fratelli d’Italia è talmente importante che propone di tenere le audizioni anche di notte: la maggioranza appare divisa e confusa. Noi chiediamo di sentire persone di alta competenza per fare un lavoro importante di approfondimento”. Mentre per Filiberto Zaratti di Alleanza verdi e sinistra, “tutta questa fretta delle destre è inutile o sospetta”. In questo gioco di nervi, è possibile che il vannacciano Edoardo Ziello possa giocare un ruolo decisivo. Nelle prossime settimane il deputato presenterà emendamenti in favore delle preferenze e della raccolta firme digitale. Punti su cui la maggioranza non presenta una posizione univoca, considerato il fatto che Fratelli d’Italia pressa per le preferenze e i forzisti continuano a ipotizzare il listino di coalizione.
Aggiornato il 24 aprile 2026 alle ore 13:36
