Milei all’Onu: “Stiamo con l’Occidente”
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Javier Milei ha le idee chiare. L’intervento di ieri del presidente argentino all’Assemblea generale delle Nazioni unite è stato critico verso l’Organizzazione. Nonostante i problemi riscontrati nell’Onu dal capo di Stato, Milei ha confermato la sua “scelta geopolitica: ci siamo schierati inequivocabilmente con l’Occidente”, ha detto il presidente argentino. “Lo abbiamo fatto al fianco di Stati Uniti e Israele, Paesi con i quali condividiamo una profonda affinità di valori e una complementarità strategica”, ha aggiunto Milei con addosso gli occhi di tutti i presenti all’Assemblea. “Per questo motivo, condanniamo gli attacchi del regime iraniano contro lo Stato di Israele. Abbiamo classificato le Guardie rivoluzionarie iraniane come organizzazione terroristica, così come continuiamo a cercare giustizia per i due attentati terroristici subiti sul suolo argentino nel 1992 e nel 1994. Abbiamo deciso di collaborare con il resto del mondo, ma di farlo a testa alta”, ha aggiunto Javier Milei al palazzo di vetro. E ancora: “Solo una nazione politicamente rilevante, economicamente influente e militarmente rispettata può essere veramente padrona del proprio destino”.

Il presidente argentino non ha nascosto la sua delusione nei confronti dell’Onu, descritta come “inutile”. Un’organizzazione “che avrebbe dovuto garantire la pace e la sicurezza internazionale ma serve solo a sfamare una casta di parassiti arroganti”. Questa è la tesi di Milei. “I presunti difensori dei diritti umani hanno permesso il caos, le dittature, permettendo i genocidi in Africa. Ha votato sempre contro Israele ma silente di fronte al terrorismo islamico e il genocidio dei cristiani”, ha osservato il leader di Buenos Aires.

Javier Milei, successivamente, ha messo al centro dell’attenzione la questione delle isole Falkland. “Quella delle Malvine è per noi una questione nazionale. È la prova della distanza tra la parola delle istituzioni internazionali e la realtà sulla quale pretendono di agire: 50 anni fa, questa stessa Assemblea ha approvato la risoluzione 3.149 che spinge le parti a non introdurre modificazioni unilaterali mentre la disputa rimane aperta”, ha spiegato il presidente. “Cinquanta anni dopo, la situazione non è cambiata, ma le modificazioni unilaterali continuano”, ha aggiunto. Milei ha fatto riferimento al progetto Sea Lion, che procede verso l’estrazione di petrolio sulla base di licenze britanniche che “l’Argentina rifiuta come illegali e illegittime”, ha detto l’inquilino della Casa Rosada. “Si tratta di azioni non autorizzate dalla Repubblica argentina, per cui illecite tanto alla luce del diritto internazionale, come dalla Convenzione delle Nazioni unite e per il diritto del mare”, ha aggiunto Milei.

Il Regno Unito ha risposto alle ultime dichiarazioni di Javier Milei sulle Isole Falkland ribadendo che non vi sono “dubbi” sulla sua sovranità. Il governo ha affidato le sue dichiarazioni a SkyNewsUk. Milei aveva affermato che il territorio era una “causa nazionale” dell’Argentina e che la sua popolazione non ha diritto all’autodeterminazione. L’account del Regno Unito alle Nazioni unite ha replicato su X, affermando che gli isolani “hanno lo stesso diritto di determinare il proprio status politico di qualsiasi altro popolo. Il Regno Unito non ha dubbi sulla propria sovranità sulle isole Falkland, sulla Georgia del Sud e sulle Isole Sandwich Australi, nonché sulle aree marittime circostanti di entrambi i territori. Il Regno Unito ribadisce con fermezza il proprio sostegno al diritto all’autodeterminazione degli abitanti delle isole Falkland”.

Aggiornato il 24 settembre 2026 alle ore 17:24