Usa-Iran: ecco le condizioni per la fine della guerra
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Teheran ha posto le sue condizioni. Stamattina l’Iran, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, ha interagito con la delegazione americana tramite “un mediatore qatariota”. La Repubblica islamica ha fissato i suoi paletti per porre fine alle ostilità con Stati Uniti e Israele. Tra questi figurano “la cessazione delle azioni aggressive da parte degli Stati Uniti, il blocco navale e la guerra economica e il rilascio dei beni iraniani”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian interverrà in giornata all’Assemblea generale dell’Onu. Una mossa inedita quella del capo di Stato, secondo gli analisti. La presenza al palazzo di vetro di Pezeshkian è un inedito per un presidente in guerra con gli Usa.

Secondo lo Stato maggiore iraniano, gli ultimatum di Donald Trump sarebbero un segnale di “disperazione strategica”. All’Assemblea generale, il tycoon ha minacciato di “annientare” la Repubblica islamica. La guerra, che va avanti dal 28 febbraio scorso, stenta a concludersi. “Tali parole dimostrano il vicolo cieco strategico in cui si trova l’America nella sua aggressione contro la nazione iraniana”, si legge nella dichiarazione dello Stato maggiore, che definisce le ripetute minacce di Trump “non un segno di forza, ma un segno della loro disperazione strategica”. Le forze armate iraniane si sono poi dette pronte a sferrare attacchi contro Stati Uniti e Israele “più devastanti e meno prevedibili” di quelli avvenuti nelle fasi iniziali della guerra.

È stato confermato, intanto, che i pasdaran hanno contribuito a dirigere i combattimenti degli Houthi nello Yemen occidentale. I ribelli, grazie all’aiuto sul campo dei pasdaran, sono riusciti a ottenere il controllo di aree strategiche – come lo stretto di Bāb el-Mandeb – a discapito dei filogovernativi sostenuti dall’Arabia Saudita. A riportarlo è l’Associated press. Quest’intervento “dimostra come l’Iran abbia trasformato gli Houthi in un importante partner regionale, in grado di aprire un nuovo fronte nella più ampia guerra con gli Stati Uniti”, si legge sul sito dell’Ap. Per i ribelli filo-Teheran, quella del mese in corso è stata “la più grande conquista territoriale degli ultimi anni”, nell’ambito della devastante guerra che ha funestato lo Yemen a partire dal 2014.

Sul fronte russo, il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri del Cremlino Sergei Lavrov si incontreranno oggi a New York, a margine dell’Assemblea generale. Lo ha confermato il Dipartimento di Stato Usa assieme alla portavoce degli Esteri russa, Maria Zakharova. L’incontro è in programma nello stesso giorno in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atteso per un discorso alle Nazioni unite. Ieri il capo di Kiev si è confrontato con il presidente Trump.

Aggiornato il 23 settembre 2026 alle ore 15:56