Si è trattato di un attentato. La violenta esplosione che ha sconvolto nella serata di ieri il Principato di Monaco è stata classificata dalle autorità come un “atto doloso”. A causa della deflagrazione sono rimaste ferite tre persone, l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, la compagna e il figlio adolescente. Due di loro versano in condizioni gravissime, mentre il terzo, il ragazzo di 13 anni, ha riportato ferite meno serie. L’ordigno esplosivo era nascosto all’interno di una borsa o di un pacco abbandonato nella hall del condominio. Il sospettato si è allontanato a piedi. Secondo le autorità, è “molto probabile che si tratti di un attentato”. Lo ha ammesso Christophe Mirmand, ministro di Stato e capo del governo del Principato, in un colloquio con Afp. Secondo quanto riportato da Le Figaro, l’oligarca, imprenditore originario di Kiev, vive nel Principato dall’inizio del conflitto in Ucraina come “rifugiato Vip”. Al momento dell’esplosione si trovava nell’edificio insieme alla compagna e al figlio.
“Un crimine efferato”, “uno shock per l’intera comunità monegasca”. Con queste parole il principe Alberto II di Monaco ha commentato l’accaduto in una nota ufficiale. “Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità – ha aggiunto – La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità; lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce”. Secondo fonti vicine all’indagine, Ermolaev risulta sottoposto a sanzioni da parte dell’Ucraina dal dicembre 2023, in seguito a un provvedimento adottato dal presidente Volodymyr Zelensky. Diversi media, citando i servizi di sicurezza di Kiev, riferiscono che le misure sarebbero legate alla decisione dell’imprenditore, a capo di un impero immobiliare, di proseguire le attività commerciali nel settore degli alcolici in Crimea, territorio occupato dalla Russia. Dall’ospedale di Monaco hanno fatto sapere che Ermolaev sarebbe “tra la vita e la morte”. Il procuratore generale Stéphane Thibault è atteso in conferenza stampa nel corso della giornata per fornire ulteriori dettagli sull’inchiesta.
L’esplosione si è verificata intorno alle ore 21 in un edificio residenziale situato tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, a pochi metri dal confine con la Francia. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrerebbero un uomo mentre deposita uno zaino davanti all’ingresso dello stabile. Secondo Christophe Mirmand, il dispositivo esplosivo conteneva probabilmente bulloni e frammenti metallici, elementi che avrebbero aumentato il potenziale lesivo della detonazione. “Le forze dell’ordine stanno attualmente raccogliendo elementi di prova”, ha spiegato il ministro di Stato, aggiungendo: “Che io sappia, è la prima volta nella storia che un atto del genere si verifica nel Principato”.
Per l’emergenza sono stati mobilitati circa 50 vigili del fuoco, tra cui una decina giunti dalla Francia, oltre a 84 agenti della pubblica sicurezza incaricati di isolare e mettere in sicurezza l’area. Parallelamente è stata avviata un’operazione congiunta per rintracciare il responsabile, che risulta ancora irreperibile. Secondo fonti vicine al ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, “è stata avviata un’operazione di polizia per trovare il responsabile, che è ancora a piede libero”. Alcuni testimoni hanno fornito elementi utili all’identificazione del sospettato, ripreso dalle telecamere di sorveglianza sia nel Principato sia a Beausoleil, dove sarebbe arrivato a piedi dopo aver lasciato l’ordigno.
Aggiornato il 30 giugno 2026 alle ore 16:04
