Il caso Global Sumud Flottilla

Lo scorso 22 gennaio il Tesoro degli Stati Uniti ha imposto un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Conferenza Popolare per i Palestinesi all’Estero (Pcpa), indicata come uno dei principali attori internazionali a sostegno delle flottiglie dirette verso Gaza, tra cui la Global Sumud Flottilla. Il provvedimento si inserisce in un più ampio quadro di contrasto alle reti di supporto ritenute collegate ad Hamas.

Secondo le ricostruzioni, la Pcpa si presenta pubblicamente come organismo rappresentativo della diaspora palestinese, ma opererebbe in realtà come struttura funzionale alla proiezione internazionale del movimento islamista. L’organizzazione sarebbe stata creata e sviluppata da membri dell’Ufficio per le Relazioni Internazionali di Hamas, all’epoca guidato da Mussa Abu Marzouq, con l’obiettivo di ampliare l’influenza politica del gruppo su scala globale.

Un documento interno del 2018, attribuito all’allora leader Ismail Haniyeh, indicherebbe la Pcpa come elemento strategico per rafforzare la presenza internazionale di Hamas. Il movimento avrebbe inoltre sostenuto economicamente l’avvio dell’organizzazione, finanziandone la riunione inaugurale con circa 100.000 dollari.

DIRIGENTI E STRUTTURA SOTTO OSSERVAZIONE

Le attività della PcpaA sarebbero gestite attraverso l’inserimento di figure vicine ad Hamas in ruoli chiave. Tra queste emergono Adel Saad al-Din Hassan Doughman, considerato uno dei principali riferimenti del gruppo in Europa e attivo nel coordinamento delle attività in Austria, e Majid Khalil Moussa al-Zeer, già presidente e direttore dell’organizzazione, con un ruolo centrale nella raccolta fondi in Germania.

Tra i soggetti colpiti dalle sanzioni figura anche Zaher Khaled Hassan Birawi, membro del Segretariato generale della Pcpa e tra i fondatori dell’organizzazione, residente nel Regno Unito. Secondo il Tesoro statunitense, Birawi avrebbe fornito supporto finanziario, materiale e logistico alle attività della conferenza.

SANZIONI ESTESE ANCHE A ORGANIZZAZIONI A GAZA

Contestualmente, Washington ha inserito nella lista nera anche sei organizzazioni con sede a Gaza – Waed Society, Al-Nur Society, Qawafil Society, Al-Falah Society, Merciful Hands e Al-Salameh Society – ufficialmente attive nel campo dell’assistenza medica, ma ritenute integrate nel braccio militare di Hamas, le Brigate Izz al-Din al-Qassam.

I LEGAMI CON LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

Le sanzioni hanno riacceso i riflettori anche sulla rete di attivisti coinvolti nella Global Sumud Flotilla. Alcuni membri del comitato direttivo risultano infatti collegati a contesti e figure già oggetto di attenzione internazionale.

Tra questi, Saif Abu Keshk, portavoce della Flotilla, è indicato come legato al religioso algerino Yahia Sarri, figura associata a reti vicine ad Hamas e protagonista di incontri pubblici con dirigenti del movimento come Zaher Jabarin, Osama Hamdan, Bassem Naim e Sami Abu Zuhri. Abu Keshk ha inoltre promosso la creazione della Global Coalition for Palestine, una piattaforma che riunisce diverse iniziative, tra cui il Sumud Convoy e la Freedom Flotilla Coalition.

Altri nomi rilevanti includono Muhammad Nadir Al-Nuri, fondatore di Cinta Gaza Malaysia, coinvolto in progetti a Gaza e fotografato insieme a Ghazi Hamad, e Marouan Ben Guettaia, attivista algerino documentato in incontri con esponenti del movimento.

Tra i membri figura anche Wael Nawar, presente in eventi con rappresentanti di Hamas, del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e della Jihad Islamica Palestinese, e che ha partecipato al funerale del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah.

Infine, Zaher Birawi – già sanzionato e figura centrale della Pcpa – risulta tra i fondatori della Freedom Flotilla Coalition e attivo nella promozione delle missioni marittime, tra cui quella dell’imbarcazione “Madleen”, alla quale ha preso parte anche l’attivista Greta Thunberg.

UN SISTEMA GLOBALE SOTTO PRESSIONE

Le misure adottate dal Tesoro americano evidenziano l’esistenza di una rete articolata che collega organizzazioni, attivisti e iniziative internazionali. Un sistema che, secondo le autorità statunitensi, opererebbe su più livelli – politico, finanziario e logistico – con l’obiettivo di sostenere e ampliare l’influenza di Hamas al di fuori del Medio Oriente.

Aggiornato il 07 maggio 2026 alle ore 09:19