Sono in corso tentativi di riapertura. la televisione saudita Al Arabiya ha riportato gli sforzi di Stati Uniti e Iran per sbloccare la situazione nello stretto di Hormuz. L’emittente ha affermato che si attendono notizie riguardanti le navi bloccate nel canale nelle prossime ore. Secondo una fonte pakistana citata dalla stessa emittente, Teheran dovrebbe presentare già oggi una risposta alla proposta americana relativa a un’intesa sul nucleare, confermando indiscrezioni circolate nelle scorse ore anche sulla Cnn. Le prospettive di un possibile allentamento della crisi hanno avuto effetti immediati sui mercati energetici. Dopo un avvio in rialzo, il petrolio ha invertito la rotta sulle aspettative di una distensione tra Washington e Teheran e di una riapertura dello stretto di Hormuz. Il Wti perde il 2 per cento e scende a 93 dollari al barile, mentre il Brent torna sotto quota 100 dollari, in calo dell’1,6 per cento a 99,6 dollari al barile. In flessione anche il gas europeo, con i contratti Ttf in discesa dello 0,9 per cento a 43,5 euro al megawattora.
Nel frattempo Reuters riferisce che Stati Uniti e Iran starebbero convergendo verso un accordo limitato e temporaneo con l’obiettivo di fermare il conflitto senza affrontare immediatamente i nodi più controversi. Secondo fonti e funzionari citati dall’agenzia, il testo in discussione avrebbe la forma di un memorandum d’intesa a breve termine piuttosto che di un trattato complessivo di pace. L’ipotesi di un’intesa ridotta nascerebbe dalle persistenti divergenze sul programma nucleare iraniano, in particolare sulle scorte di uranio altamente arricchito detenute da Teheran e sulla durata dell’eventuale sospensione delle attività nucleari. Per questo motivo le due parti avrebbero deciso di concentrarsi su una soluzione temporanea finalizzata soprattutto a evitare una nuova escalation militare e a garantire la stabilità della navigazione nello stretto di Hormuz. “La nostra priorità è che annuncino la fine definitiva della guerra, dopodiché le restanti questioni potranno essere affrontate una volta ripresi i colloqui diretti”, ha dichiarato a Reuters un alto funzionario pakistano coinvolto nella mediazione tra Washington e Teheran. Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia, il possibile accordo si svilupperebbe in tre fasi: una dichiarazione formale di cessazione delle ostilità, la soluzione della crisi nello stretto di Hormuz e infine l’avvio di una finestra negoziale di 30 giorni per discutere un’intesa più ampia.
Anche la Cnn sostiene che la risposta iraniana alla bozza americana potrebbe arrivare entro la giornata. Nelle ultime ore si era parlato di una replica ufficiale di Teheran entro due giorni, o comunque prima della visita di Donald Trump in Cina prevista il 14 e 15 maggio. Parallelamente, l’Organizzazione portuale e narittima iraniana (Pmo) ha diffuso un avviso rivolto ai comandanti delle navi che transitano nell’area, dichiarando la disponibilità dell’Iran a fornire assistenza tecnica, sanitaria e logistica alle imbarcazioni commerciali presenti nel canale e nelle acque circostanti. Lo riferisce l’agenzia semi-ufficiale Mehr. Il messaggio sarebbe stato trasmesso via radio Vhf tre volte al giorno per tre giorni consecutivi, invitando armatori e comandanti a richiedere carburante, rifornimenti, assistenza medica o materiali per riparazioni autorizzate. Secondo la Pmo, la misura rientra “nelle responsabilità sovrane dell’Iran in materia di sicurezza della navigazione e servizi portuali in uno dei corridoi di transito più strategici al mondo”.
Aggiornato il 07 maggio 2026 alle ore 17:30
