Trump: probabile accordo con l’Iran entro aprile

Un accordo con l’Iran entro la fine di aprile “è possibile”. Ne è convinto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha rilanciato l’ipotesi di una rapida conclusione del conflitto in Medio Oriente durante un’intervista telefonica concessa al corrispondente di Sky News Uk a Washington, Mark Stone. La guerra potrebbe terminare prima della visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, prevista tra il 27 e il 30 aprile. Washington, tuttavia, continua a rafforzare la propria presenza nella regione. Secondo quanto riferito dal Washington post, che cita funzionari statunitensi, il Pentagono dispiegherà nei prossimi giorni migliaia di soldati aggiuntivi in Medio Oriente, nel tentativo di aumentare la pressione su Teheran e favorire un’intesa diplomatica. Il contingente in arrivo comprende circa 6.000 militari imbarcati sulla portaerei Uss George H.W. Bush, accompagnata da diverse unità navali di scorta. A questi si aggiungeranno entro la fine del mese altri 4.200 soldati appartenenti al Boxer amphibious ready group e alla task force dei Marines dell’11th Marine expeditionary unit. È di poco fa, inoltre, la notizia di un vertice militare a Parigi. parteciperanno una serie di Paesi, tra cui l’Italia, e il tema è lo sminamento dello stretto di Hormuz. Al momento – a quanto si apprende da fonti qualificate – non c’è nulla di stabilito e un’eventuale missione in questo senso potrebbe partire solo dopo la cessazione delle ostilità tra Iran, Stati Uniti e Israele. Dopo averne verificato le condizioni per un intervento. Alla riunione partecipa anche uno staff della Marina militare italiana.

Nel frattempo, Trump ha dichiarato di aver contattato direttamente la leadership cinese per evitare un possibile sostegno militare di Pechino all’Iran. In un’intervista a Fox News, citata dal Guardian, il presidente ha spiegato di aver scritto a Xi Jinping dopo aver letto e visto notizie “ovunque” riguardo a presunte forniture di armi dalla Cina a Teheran. “Lui mi ha risposto dicendo, in sostanza, che non lo sta facendo”, ha detto il tycoon. Trump ha inoltre sottolineato il rapporto personale con il leader cinese, definendolo “una persona con cui vado molto d’accordo”. Il presidente ha affrontato anche il tema dell’impatto economico della crisi. I prezzi della benzina “scenderanno molto presto e in modo significativo” una volta conclusa la guerra con l’Iran, ha affermato, aggiungendo che saranno “molto più bassi” prima delle elezioni di metà mandato. Trump ha criticato nuovamente la posizione del governo italiano, puntando il dito contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier italiana è “stata negativa. Chiunque abbia rifiutato il proprio aiuto nella gestione della situazione con l’Iran, con quel Paese non abbiamo più lo stesso rapporto. Giusto per vostra informazione: l’Italia riceve grandi quantità di petrolio dallo Stretto”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox. “Perché spendiamo miliardi di dollari all’anno sulla Nato se non sono con noi? Se non sono con noi sull’Iran, non saranno con noi su questioni ben più importanti dell’Iran”, ha aggiunto.

Dopo le procedure verso Pam Bondi e Kristi Noem, i Democratici hanno messo nel mirino Pete Hegseth. Secondo quanto riportato da Axios, l’opposizione alla Camera presenterà oggi cinque articoli di impeachment contro il capo del Pentagono, accusandolo di abuso di potere, crimini di guerra e altri gravi illeciti. La proposta, tuttavia, ha possibilità virtualmente nulle di essere approvata nell’attuale Congresso. La mossa rappresenta comunque un nuovo segnale della strategia dei Democratici, che sembrano aver individuato in Hegseth il principale bersaglio politico dell’amministrazione Trump dopo aver tentato in precedenza la strada dell’impeachment nei confronti dell’ex segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e dell’ex procuratrice generale Pam Bondi, entrambe rimosse dall’incarico dal presidente negli ultimi mesi.

Aggiornato il 15 aprile 2026 alle ore 15:26