Ultima meta per la vittoria grazie ai franchi tiratori
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Sassolini di Lehner

Confesso coram populo la mia abissale cattiveria politica. Ad esempio, faccio apertamente il tifo per i franchi tiratori, i quali, spero, riusciranno ad affossare la legge elettorale proposta dall’Esecutivo. Pur non avendo nulla contro lo Stabilicum, la sua mancata approvazione avrebbe conseguenze assai positive. Ci eviterebbe lunghi mesi di tedioso bla-bla-bla, cioè di campagna elettorale ad infinitum. L’Esecutivo, dopo il voto di sfiducia, si dovrebbe inesorabilmente dimettere, anticipando le elezioni di molti mesi.

Il Quirinale potrebbe anche tentare l’impossibile governiculo tecnocratico, ma sarebbe, alla fine, costretto a indire le elezioni, già nel dicembre 2026 o addirittura prima. Sostegno totale, perciò, a quanti parlamentari, più o meno indegni, che voteranno contro, temendo di non poter essere confermati a scaldare il seggio. Certo, la loro rielezione sarebbe ed è uno schiaffo al popolo sovrano, immaginato coglione nato. Tuttavia, il loro “no” sarebbe sicuramente benvenuto.

Si obietterà, ma andrebbe bene il voto contrario anche della cretina di centrodestra – anche là i cerebrolesi non mancano – che attribuisce ad Alfredo Mantovano, personalità invero stimabile, notevole e degna, ma non dotato di poteri soprannaturali, di essere malignamente in grado di visionare da remoto, anche a distanza di chilometri, chi non vota a favore? Il Grande Fratello ti guarda, dunque, rimbecillita di centrodestra, che se sarai rieletta, ci sarebbero gli estremi per rimpiangere la dittatura. Se conoscessi il 1984 di George Orwell, esimia deficiente, ci penseresti un secondo, prima di secernere cotali scempiaggini. In ogni caso, anche gli idioti e le babbee del villaggio mediatico restano in eterno colonne portanti della cornice liberaldemocratica.

Ben venga, dunque, in questo giovedì grasso di gnocchi liberali, la bocciatura dello Stabilicum. Il primo ristoro auspicabile sarebbe quello di negare a quei parlamentari, di destra e di sinistra, che non aspirano a realizzare nessun nobile ideale e neppure uno straccio di buona legislazione per il popolo italiano, ma soltanto e sempre a mettersi in saccoccia i denari del vitalizio. Mandarli a fare in mulo, cioè a lavorare come un mulo, sarebbe il giusto augurio. Andando al voto prima di subito, infatti, il vitalizio sparisce – come la pancia in un vecchio carosello – e non c’è più. Le consultazioni impreviste creerebbero, inoltre, problemi serissimi al cosiddetto campo largo, senza un programma, senza un leader, senza un’idea.

Infine, le votazioni prima del febbraio 2027 ristabilirebbero il primato della politica, limando le unghie alla casta togata, Corte costituzionale compresa. La Consulta, in verità, ci è troppo cara, nel senso di costosa e, talvolta, pure paralizzante. Giorgia, svegliati! se vuoi rivincere, unisciti ai franchi tiratori e vota contro di te.

Aggiornato il 08 ottobre 2026 alle ore 10:04