Alcide Scarabino, già a lungo docente di diritto ed economia, oggi responsabile dell’Ufficio dibattiti della sezione romana del Movimento Federalista Europeo, è l’autore dell’ampio saggio “La Federazione mondiale - Oltre Spinelli”. Che, a 40 anni dalla morte di Altiero Spinelli (maggio 1986), e a 85 dalla stesura dello storico “Manifesto di Ventotene”, sottopone a disamina critica il pensiero politico del federalismo sovranazionale: vagliando i risultati, nel Secondo dopoguerra, dell’applicazione, pur parziale e difficoltosa, dei suoi princìpi. Il saggio è stato presentato al pubblico e alla stampa, su iniziativa dell’associazione culturale “ORA”, presso la Casa dell’VIII Municipio di Roma, in Via Barbana.

Nel I volume del suo libro autobiografico “Come ho tentato di diventare saggio” (Bologna, Il Mulino, 1984), Spinelli ricorda la sua proposta al liberale radicale e salveminiano Ernesto Rossi, nel “tetro inverno ‘40-’41, quando quasi tutta l’Europa continentale era stata soggiogata da Hitler, … di scrivere insieme un ‘manifesto per un’Europa libera ed unita’, e di immetterlo nei canali della clandestinità antifascista sul continente”. In quel momento, Spinelli (già militante comunista espulso dal partito, con le solite accuse di deviazionismo, nel 1937, sei anni dopo l’analoga espulsione di Ignazio Silone, suo futuro compagno di lotta federalista ) si trova, con Rossi, Sandro Pertini, Umberto Terracini, Camilla Ravera e altri antifascisti, al confino di Ventotene, nelle Isole Pontine. “Del Manifesto – prosegue Spinelli – io scrissi i capitoli che trattavano della crisi della civiltà europea, dell’unità europea come compito permanente del dopoguerra e del ‘partito rivoluzionario’ necessario per realizzarla… Rossi scrisse il capitolo sulla riforma della società da affrontare nel dopoguerra”.

L’integrazione europea che volevano Spinelli Rossi e il terzo autore del Manifesto, il socialista, ebreo, Eugenio Colorni, anche lui a Ventotene, con la moglie, la tedesca Ursula Hirschmann (in seguito moglie di Spinelli, dopo la separazione da Colorni e la tragica morte di quest’ultimo a Roma, alla vigilia della Liberazione del ‘44, dopo uno scontro con la polizia fascista vicino Piazza Bologna), era, però, nella particolare ottica del federalismo sovranazionale. Quella corrente di pensiero sviluppatasi, dalle prime riflessioni di fine ‘700 di Immanuel Kant nel saggio “Per la pace perpetua”, sino agli scritti di Carlo Cattaneo, Giuseppe Mazzini e Pierre-Joseph Proudhon sulla necessità, per gli Stati europei, di un ampio sistema di autonomie interne decentrate, come garanzia contro lo statalismo eccessivo. E, all’esterno, di un rapporto paritario con altri Stati, coi quali creare organismi di potere e programmazione democratici sovranazionali, sugli storici modelli di Svizzera e Stati Uniti d’ America.

Il Manifesto muoveva dalla crisi, tra Otto e Novecento, dello Stato nazionale: il quale, fondendo insieme Stato e nazione, aveva però accentuato le tendenze autoritarie all’interno dei confini nazionali, e quelle aggressive sul piano internazionale. Per contrastarle entrambe, il Manifesto suggeriva di riorganizzare in senso federale l’Europa, in modo che i suoi Stati lasciassero le loro decisioni, in alcune delicate materie (moneta, politica estera ed economica, difesa, ecc.), a uno Stato sovranazionale. Ad agosto del ’43, Spinelli, Rossi, Colorni, Hirschmann e altri antifascisti fondano il Movimento Federalista Europeo, che adotta, come programma, appunto il Manifesto di Ventotene; e a marzo ’45 tiene, a Parigi, la sua prima Conferenza europea. In seguito, nel ’54 Spinelli propone il conferimento all’Assemblea comune della progettata, sovranazionale Ced, Comunità Europea di Difesa, di un mandato costituente per la creazione di un Parlamento europeo: bloccato, però, per l’opposizione della Francia, che porta ad accantonare tutto il progetto della Ced.

Il resto è storia più che contemporanea. Dopo la nascita, tra il ’51 e il ’57, di Ceca, Cee ed Euratom (organismi, però, a carattere non federalista ma funzionalista, cioè con semplice delega di alcune, pur importanti, funzioni ad appositi organismi creati con accordi tra governi), Spinelli sarà chiamato, dal 1970, a ricoprire vari importanti incarichi come Commissario europeo (Politica industriale, Ricerca scientifica, ecc…). Eletto nel ’79 come indipendente nella lista del Pci, al primo Parlamento europeo a elezione diretta, Altiero il 14 febbraio ’84 propone un progetto costituzionale di Trattato per l’Unione Europea, trasformante la Comunità in una Federazione di Stati, istituzione sovranazionale: che viene approvato dall’Europarlamento, ma poi bocciato dai rappresentanti degli Stati nel Consiglio europeo.

Il saggio di Alcide Scarabino ripercorre attentamente tutto il percorso, sino ai Trattati di Maastricht del 1992 – che apre la strada alla moneta unica – e di Lisbona del 2007, massimo sforzo di integrazione compiuto sinora dall’Europa. Intanto, la Convenzione Europea, col compito di risolvere i problemi istituzionali lasciati dal Trattato di Nizza del 2000, votava l’altro Trattato del 2003, adottante una prima bozza di Costituzione Europea. A questo “balzo in avanti”, i governi nazionali reagiscono convocando la Conferenza intergovernativa (Cig), che apporta ridimensionamenti al progetto originale: partorendo, infine, la Costituzione Europea, che viene firmata dagli Stati membri dell’Unione il 29 ottobre 2004, a Roma. Intanto, gli ampliamenti dei membri della Ue del 2004, 2007 e 2013, sino al numero di 27. Poi, il 31 gennaio 2020, la Brexit.

(*) La Federazione mondiale - Oltre Spinelli Alcide Scarabino, Tab S.r.l. ed., 2024, 376 pagine, 24 euro

Aggiornato il 09 ottobre 2026 alle ore 11:09