Sottosuolo. In memoria di Chad Gilbert
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Senza Chad Gilbert la maggior parte delle nostre band preferite non esisterebbero. È questo il primo pensiero che viene elaborato alla notizia della scomparsa del fondatore dei New Found Glory ed ex cantante degli Shai Hulud. Chad Gilbert è morto nel sonno ieri, 20 settembre, dopo una lunga battaglia con il cancro, circondato dai suoi cari. Sono stati i New Found Glory e la moglie di Chad a dare la notizia della sua scomparsa sui social. “Siamo devastati e colpiti per la velocità con cui ci ha lasciato, e allo stesso tempo grati di come se ne sia andato in pace e dolcemente”, si legge nel post della band. Gilbert era stato operato d’urgenza a marzo per rimuovere un tumore al cervello. Quest’estate è apparso sul palco con la sua band, ringraziando “gli infermieri e i dottori” che l’hanno salvato e tenuto vivo.

Dopo Lou Koller e Andy Williams, con Chad Gilbert la scena hardcore mondiale ha perso un altro punto fermo. Non solo perché Chadball ha stabilito – prima con gli Shai Hulud e poi con i New Found Glory – il suono di un’intera generazione. Ma anche perché, come produttore, ha lavorato su alcuni dei dischi più importanti degli anni Duemila. Tra questi, Nothing to Prove degli H2O per Bridge 9 Records, Homesick e What Separate Me From You degli A Day To Remember, entrambi per Victory Records. Per non parlare di una delle espressioni più alte dell’hardcore, Big Kiss Goodnight dei Trapped Under Ice. Pochi musicisti al mondo possono vantarsi di aver suonato in una band che ha gettato le basi per la nascita di un’intero genere musicale. Gilbert l’ha addirittura fatto due volte: prima con gli Shai Hulud, precursori del metalcore per come lo conosciamo, e poi con i New Found Glory, che parallelamente ai Blink-182 hanno plasmato il suono del pop punk (anche se qualcuno oggi definirebbe i New Found Glory come easycore, ma le etichette lasciano un po’ il tempo che trovano).

L’attivismo di Gilbert, inoltre, lo ha reso una delle figure più rispettate nella scena. Chad e Jordan Pundik hanno fondato il super gruppo The International Superheroes of Hardcore, nel quale Gilbert suonava la chitarra sotto lo pseudonimo di Captain Straight Edge. I testi degli Shai Hulud, scritti da Chad Gilbert, Matt Fox e Matt Fletcher, difendono strenuamente la filosofia drug free sposata dal gruppo.

Con Chad Gilbert se ne va un pezzo dell’adolescente un po’ sfigato e segretamente romantico che è in noi. Quello che alla prima, disarmante cotta pensava “di aver esaurito i sogni/ di non poter essere più lo stesso/ senza di te/ che mi rovini la vita” (Black and Blue, New Found Glory). Ma la scomparsa di Gilbert lascia, soprattutto, un vuoto in tutti coloro che nella scena lottano per l’inclusione, combattono l’abuso di alcol e stupefacenti e fanno attivismo per rendere l’hardcore un posto migliore, un posto per tutti (quelli che lo meritano). Il fatto che un giovane senza vizi apparenti sia morto di tumore a soli 45 anni, è difficile da mandare giù. E pensare che, negli ultimi anni, Chad avesse orientato il suo attivismo verso il supporto ai malati di cancro, rende solo in parte l’idea di che tipo di uomo è stato in vita. Gilbert è stato l’esempio in persona del fatto che la cura per la comunità, gli spazi e i concerti, come direbbe un altro che se n’è andato troppo presto, non sono solo “musica, ma rabbia punk hardcore”.

Aggiornato il 21 settembre 2026 alle ore 17:34