Visioni. “In Utero”, l’originale serie sul desiderio di genitorialità

Un appassionato Sergio Castellitto dà il volto a Ruggero Gentile, primario di una clinica di Barcellona dove si pratica la fecondazione assistita. L’attore romano è il protagonista di In Utero, un’originale e ambiziosa serie tivù in 8 episodi visibile su Hbo Max (dall’8 maggio al 26 giugno), creata dalla moglie dell’attore Margaret Mazzantini, con la direzione artistica di Maria Sole Tognazzi (che dirige i primi quattro episodi), affiancata da Nicola Sorcinelli (che cura la regia degli ultimi quattro). Il progetto televisivo, scevro da moralismi e da ogni forma di retorica, racconta il desiderio di diventare madri e padri, con inusitata levità. In Utero, firmato dalla stessa Mazzantini insieme a Enrico Audenino, Teresa Gelli, Vanessa Picciarelli, è prodotto Cattleya (parte di Itv Studios), in associazione con Paramount Television International Studio. Ambientata in Catalogna, la serie parlata in italiano, spagnolo e francese, mette in scena un’idea che nel nostro Paese viene ritenuta un autentico tabù. Il ginecologo Ruggero (Castellitto) si occupa prevalentemente di coppie italiane provenienti da “un Paese arretrato”, chiamate a seguire la via della stimolazione, tra crioconservazioni, donazioni degli ovociti, spermiogrammi e malformazioni congenite.

Il medico ha fondato la casa di cura Creatividad con la moglie Teresa (una remissiva Maria Pia Calzone), amministratrice. Accanto ai coniugi si stagliano i profili di due palermitani: Dora (un’intensa Thony), la nuova operatrice sanitaria e Angelo (un volitivo Alessio Fiorenza), giovane embriologo, che segue la propria affermazione di genere, avendo compiuto il percorso di transizione da donna a uomo. Il personale della clinica si confronta con i dubbi, le gioie e gli affanni dei pazienti. Ciascuno dei quali manifesta il desiderio mai sopito di genitorialità. La serie, sottolineata dalle musiche originali di Michele Braga e da canzoni note, in un cast prestigioso capitanato da un superbo Sergio Castellitto, oltre ai già citati Maria Pia Calzone, Thony e Alessio Fiorenza, annovera alcune tra le migliori attrici del cinema italiano: Donatella Finocchiaro, Maya Sansa, Sara Drago, Romana Maggiora Vergano, Ivana Lotito, Marianna Fontana e Valentina Romani. Ma è necessario menzionare anche la prova degli attori: Fabrizio Ferracante, Fabrizio Falco, Giovanni Toscano, Andrea Lattanzi, Enrico Borello, Francesco Colella e Simone Corbisiero.

La struttura narrativa della serie tivù è ben congegnata. In Utero si sviluppa in una sinossi orizzontale intrecciata alle storie verticali dedicate ai casi di ogni episodio. Una narrazione tipica dei medical drama, eppure, raccontata in maniera credibile, senza forzature. “I figli sono un desiderio, non sono né un diritto né un dovere”. In queta frase pronunciata da Ruggero in una scena di impetuosa temperatura emotiva, viene espressa la dichiarazione d’intenti del racconto. Quasi una premessa drammatica utile a fornire allo spettatore la chiave di volta per comprendere le complesse dinamiche relazionali. Come la serie di culto The Pitt, In Utero non emette giudizi definitivi, non pontifica mantenendo sempre un approccio teneramente umano. È un’opera che promuove un’analisi sincera sul complesso significato della parola accudimento. Maria Sole Tognazzi infonde una chiara visione alla serie. La sua direzione artistica è definita e accurata. Il Ruggero di Sergio Castellitto è un medico che non riesce a dissimulare i propri dilemmi. Applica il metodo scientifico anche alle relazioni interpersonali. S’interroga costantemente: come medico e come uomo, con sincera incompiutezza.

Aggiornato il 02 luglio 2026 alle ore 18:22