“Poesie”: la nuova silloge poetica di Francesco Giro

Francesco Giro, classe 1963, laureato in filosofia morale a Roma, ha svolto per oltre trent’anni attività politica, prima come consigliere regionale del Lazio, poi come parlamentare alla Camera dei deputati (2006-2013) e al Senato (2013-2022). È stato, dal 2008 al 2011, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, nell’ultimo Governo presieduto da Silvio Berlusconi. Del quale – al di là delle sempre possibili, legittime, critiche – ha focalizzato figura e pensiero da un’angolazione inedita, cioè gli importanti riferimenti culturali del Berlusconi politico: nel saggio, edito da Gangemi nel 2024, Silvio Berlusconi e la città ideale. Sempre per i tipi di Gangemi, a fine settembre prossimo, per il 90° anniversario della nascita dell’uomo di Arcore, e a poco più di 3 anni dalla sua scomparsa, Giro gli dedicherà un nuovo saggio, Silvio Berlusconi, il mito e i miti di un leader.

Ma parliamo, qui, del Giro poeta, vincitore, tra l’altro del Premio internazionale per la poesia “Mario Luzi” 2024. Che, proprio nel 2024, pubblicava, con Aletti editore, la sua prima silloge poetica, dal titolo Il tuo naso timone. E, recentemente, con Gangemi, ne ha pubblicato un’altra, intitolata semplicemente Poesie, dedicata a Vittorio Sgarbi. Questa seconda silloge di Francesco Giro contiene testimonianze di Sgarbi, degli attori Edoardo Sylos Labini, Vanessa Gravina e Lino Guanciale, dello scrittore e critico letterario Arnaldo Colasanti, di Alfonso Sabella, giudice a Roma ed ex pm del Pool antimafia di Palermo, e di Federico Mollicone, presidente Commissione Cultura della Camera. Ma soprattutto, contiene poesie, specialmente liriche, sui temi più vari: ed è, la sua, una poesia – ha sottolineato Stefania Cacciani, psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, nella presentazione del libro alla sede di Gangemi editore in Via Giulia, a Roma – che non giudica ma preferisce narrare, in stretto dialogo col lettore. Mentre – osserva la critica d’arte, già collaboratrice Rai, Cinzia Baldazzi, questa silloge di Giro ricorda un po’, in chiave moderna, la storica Antologia palatina medioevale. Grande raccolta di epigrammi greci di poeti pagani ed anche cristiani; e può anche definirsi un petrarchesco Canzoniere dei nostri giorni, dato lo spazio che l’autore dedica agli affetti familiari e ai ricordi personali.

Ma non mancano – hanno sottolineato Cynthia Alfonsi Calabria, responsabile coordinamento azzurro donna Roma di Forza Italia, e Maria Antonia Spartà, vicequestore emerito della Polizia – temi di stringente attualità: come Alzheimer, femminicidio, donazione d’organi, omicidio stradale, degrado urbano, mafia. E, aggiungiamo, sinceri omaggi a grandi della poesia e della filosofia (Aldo Palazzeschi, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Giovanni Gentile, Benedetto Croce), dell’arte (Piero Guccione, pittore siciliano trapiantato a Roma, scomparso nel 2018), dello spettacolo (Edith Piaf, Alain Delon). E a martiri della vita civile: come Giuseppe Di Matteo, l’adolescente siciliano rapito dalla mafia per vendetta contro il padre (divenuto collaboratore di giustizia), poi ucciso e sciolto nell’acido nel 1996, dopo 779 giorni di prigionia. “Per scrivere poesia, occorre conoscere la poesia”, ha concluso Francesco Giro. “Per questo, nel mio libro ci sono molte reminiscenze, e citazioni, di importanti poeti, a volte anche ingiustamente bistrattati dalla critica dell’epoca, come, ad esempio, Giovanni Pascoli. Mentre ho dedicato due delle ultime liriche della silloge a due grandi, emblematiche tragedie del Novecento: le Foibe e la Shoah”.

(*) Poesie di Francesco Giro, Gangemi Editore 2025, Collana Le ragioni dell’uomo, 80 pagine, 15 euro

Aggiornato il 30 giugno 2026 alle ore 14:52