Alla Sala Nassirya del Senato, è stato presentato al pubblico e alla stampa il libro dello storico Marino Micich “Fiume, addio! L’epopea fiumana dalla Seconda guerra mondiale al grande esodo.1940-1954” (Mursia ed., 2026): grande affresco corale sulla storia di Fiume dagli ultimi anni del regime fascista alle tragedie della guerra, della “pulizia etnica” antiitaliana e dell’Esodo (che, iniziato nel ‘45, si protrasse a lungo negli anni ‘50, mentre, almeno, Trieste nel ‘54 tornava italiana).
Direttore dell’Archivio-Museo storico di Fiume al quartiere giuliano-damata di Roma, Micich, nato a Roma da genitori esuli da Zara, ha già dedicato ampi saggi alla storia generale della tragedia adriatica: questa nuova fatica è, in sostanza, un libro di storia locale, fiumana, appunto, nel contesto generale di quegli anni.
In apertura, lo storico Giovanni Stelli, presidente della società di Studi Fiumani, ha ripercorso le fasi della pulizia etnica iniziata subito dopo la fine della guerra mondiale, dal nuovo potere titoista. Che inaugura un copione poi regolarmente seguito, dal ‘46-’47 in poi, in tutta l’Europa orientale, passata nella sfera d’influenza sovietica fissata a Yalta. Di questa repressione, prime vittime furono i leader autonomisti fiumani (pur spesso antifascisti): casi più gravi, Mario Blasich, addirittura strangolato nel suo letto da sicari, e Riccardo Gigante, fucilato a Castua il 4 maggio del ‘45 (i suoi resti, ritrovati nel 2018, sono stati tumulati il 14 febbraio 2020 al mausoleo del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera). Seguì – ha proseguito Stelli – la tragica farsa dei “Tribunali popolari”. Mentre nei confronti di Fiume città, il titoismo attuò un vero e proprio “urbicidio”: con la modifica dell’80 per cento dei nomi delle strade (durante il fascismo, l’italianizzazione forzata ne aveva cambiato il 20 per cento), giunta all’eliminazione di qualsiasi toponimo ricordante una figura come Michele Maylender, fiumano grande storico delle Accademie italiane, che era morto alla vigilia della Grande guerra).
Andrea Ungari, Presidente della Fondazione Ugo Spirito-Renzo De Felice, ha ricordato che già nel 1919, alla Conferenza di pace di Versailles, il nuovo Stato jugoslavo aveva chiesto cospicui avanzamenti a suo favore della linea di confine con l’Italia fissata nel Patto di Londra dell’aprile 1915: mentre dopo la Seconda guerra mondiale, anche in Slovenia sarebbero state ritrovate foibe, con resti di italiani e anche di sloveni dissidenti dal “comunismo reale” di Tito. Importante anche la testimonianza dell’onorevole Gianni Mancuso, presidente di Andromeda Piemonte Od, che ha parlato dei suoi incontri da ragazzo con esuli fiumani in quel di Novara, e citato i tanti documenti attestanti la natura di pulizia ideologica, prima ancor che etnica, attuata verso gli italiani, col sostanziale avallo del Pci togliattiano, soprattutto in Istria, a Fiume e in Dalmazia.
“Negli ultimi anni”, ha sottolineato l’Autore, Marino Micich, “finalmente si è iniziato a raccontare la storia di quegli anni, specie nei mass-media e anche nelle scuole e Università, in modo diverso da come fatto sino ai primissimi anni Duemila. Ma molto lavoro resta ancora da fare (facilitato, per fortuna, dai rapporti cordiali avviati negli ultimi anni, fra Italia e Croazia): a proposito specialmente di temi in passato mai toccati, come ad esempio l’arruolamento forzato nell’esercito titoista, prima in Bosnia -Erzegovina e poi anche a Fiume, di tanti italiani”.
In chiusura, il senatore Roberto Menia, Vicepresidente della III Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, primo promotore della legge del 2004 che ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo dei martiri delle Foibe, ha evidenziato l’urgenza di una forte svolta culturale nel circuito scolastico, accademico, massmediatico, “capace di riproporre adeguatamente al pubblico di oggi, specie giovanile, vicende storiche come queste, di alto valore civile, morale, politico: che, specie in tempi come quelli che attraversiamo, sapranno sempre parlare adeguatamente ai cittadini”.
(*) “Fiume, addio! L’epopea fiumana dalla Seconda guerra mondiale al grande esodo.1940-1954”, Marino Micich, Mursia, 2026, 344 pagine, 19 euro.
Aggiornato il 17 aprile 2026 alle ore 10:58
