C’è un fil rouge che collega il calcio e la musica. Già quando “virale” era un aggettivo accostato solamente all’influenza, il pallone diffondeva inni generazionali tra tifosi di tutto il mondo, specialmente in occasione dei mondiali di calcio. Dalla Cup of Life di Ricky Martin (here we go, allez, allez, allez) di Francia 1998 fino a Waka Waka di Shakira dei Mondiali in Sudafrica del 2010, passando per il ritornello di Seven Nation Army dei White Stripes, reso famoso dai tifosi azzurri dell’Italia campione del mondo nel 2006. Come non citare, poi, le due canzoni simbolo di Italia 1990, Un’estate italiana (Notti magiche) di Edoardo Bennato e Gianna Nannini – prodotta da Giorgio Moroder – e la canzone della nazionale inglese, World In Motion dei New Order. In principio, Bernard Sumner voleva chiamare il singolo E for England, ma la Football Association ha bocciato il titolo poiché alludeva all’utilizzo di ecstasy.
Gianni Infantino, per i Mondiali 2026 ospitati da Stati Uniti, Messico e Canada ha voluto fare le cose in grande. Non contento di aver organizzato la manifestazione più grande, più lunga e più numerosa della storia della Coppa del mondo, il presidente della Fifa ha deciso di far incidere un intero album musicale dedicato ai Mondiali. Sebbene alcune canzoni siano orecchiabili e divertenti, come la traccia di apertura (Goals) e Partidazo di Danny Ocean, il disco ufficiale dei mondiali è abbastanza dimenticabile. Compresa Dai Dai di Shakira e Burna Boy, l’inno della Coppa del mondo 2026, che fa tornare col pensiero alla più fortunata Waka Waka. Forse la Federazione ha tentato di replicare il format delle colonne sonore di FC (ex Fifa), il videogioco ufficiale di calcio prodotto da EA Sports. Ma la pelle d’oca che faceva venire Song 2 all’avvio di Fifa 98, o Macchu Picchu nel menù principale di Fifa 12 – per non parlare di Love Me Again su Fifa 14 (forse il miglior videogioco di calcio di sempre) – è quasi impossibile da replicare.
Un altro elemento da considerare, poi, è che con l’avvento delle piattaforme di streaming musicale è cambiato il paradigma dei tormentoni. Infatti, le canzoni ufficiali di Russia 2018 e Qatar 2022 non hanno avuto la stessa fortuna delle precedenti. Un mix di fattori che ha inevitabilmente sancito il flop della colonna sonora dei Mondiali 2026, un album uscito nell’ombra e destinato a restarci. Sarà forse che il cuore dei tifosi si sia ribellato all’ennesimo tentativo di marketing sfrenato della Fifa di Infantino? Forse la colonna sonora dei mondiali è solo un disco che non vale la pena ascoltare, o forse qualcosa si sta muovendo dal basso nel mondo del calcio. Sognare non costa niente.
Aggiornato il 22 giugno 2026 alle ore 16:46
