La Lazio non è mai partita così bene in campionato. Dopo sette partite di Serie A, i biancocelesti guidati da Rino Gattuso hanno messo a segno 19 punti grazie a un pareggio e sei vittorie. Un avvio da record, sostenuto dalla vittoria di ieri sera per 3-0 in casa della Juventus. A bocce ferme si pensava che la squadra della Capitale valesse una posizione da metà classifica, ma dopo l’eliminazione in Coppa Italia per mano del Mantova qualcuno temeva anche peggio. La Lazio ha stupito tutti, avversari e addetti ai lavori, conquistando un momentaneo, insperato e soprattutto meritato primo posto in classifica. A pari merito con l’Inter.
Gattuso fa bene a professare realismo e piedi per terra, ma l’overperforming della sua squadra non è solo un insieme di coincidenze. Fino a ieri, la Lazio aveva vinto solo una volta allo Stadium, nove anni fa. I biancocelesti, imbattuti, hanno fatto punti importanti anche dall’esordio in trasferta di Bologna e dal big match con il Milan, finito in pareggio. Non si può ignorare il fatto che la squadra di Gattuso viaggia a un ritmo superiore anche degli anni in cui vinse i suoi due scudetti, nel 1974 e nel 2000. Quest’anno, inoltre, la Lazio non è impegnata in nessun’altra competizione oltre la Serie A. C’è chi vuole vedere nei biancocelesti l’anti-Inter: un’ipotesi azzardata, dopo appena sette partite di campionato, ma non priva di una sua logica. Anche perché la Lazio, prima della prossima sosta, ha un calendario affatto proibitivo. L’undici di Gattuso dovrà affrontare Parma, Sassuolo e Cagliari. Poi il Napoli al Maradona. Tutte partite che la Lazio di ieri sera potrà portare a casa senza troppi patemi d’animo. La sfida con il Napoli è la più difficile. Anche se Massimiliano Allegri ha più campioni in infermeria che in campo. Per quanto difficile, l’obbiettivo della Lazio può essere quello di rimanere in vetta almeno fino alla prossima sosta.
La Lazio, che sulla carta non è attrezzata tanto quanto i club che ambiscono a un posto in Champions League, ha nell’umiltà e nel duro lavoro le sue armi migliori. Per questo né allenatore né giocatori vogliono sentir parlare di classifica. “Non siamo abituati a stare lassù e forse non siamo neppure pronti, per questo dobbiamo rimanere con i piedi per terra”, ha detto Gattuso al termine della gara con i bianconeri. Dedizione e concentrazione devono essere le parole d’ordine dei biancocelesti, che hanno alternato momenti di perfezione – il primo tempo con il Milan, i 90’ contro la Juve – ad altri di sbandamento (le partite contro Monza e Venezia). “Dobbiamo stare sempre sul pezzo perché non siamo capaci di gestire. Non dobbiamo mai perdere le nostre caratteristiche”, ha aggiunto Gattuso. Nessuno sa dove e quando la Lazio si fermerà. Ma è proprio il non conoscere i propri limiti che permette al calabrone di volare.
Aggiornato il 19 ottobre 2026 alle ore 17:43
