La Serie A 2025-2026 è volta al termine. Ieri sera si è concluso il campionato, e con esso la lotta per un posto in Champions League e per non retrocedere. Nelle zone alte della classifica la Roma ha battuto il Verona (già retrocesso matematicamente) al Bentegodi, grazie alle reti di Donyell Malen e Stephan El Shaarawy, nella sua ultima partita in giallorosso. La Roma è tornata in Champions dopo sette anni tra Europa League e Conference League. Gian Piero Gasperini, nel suo primo anno in giallorosso, ha centrato un terzo posto che in alcuni momenti del campionato è sembrato irraggiungibile. Molti tifosi e commentatori avevano dato la Roma per spacciata dopo il pareggio per 3-3 contro la Juventus del 1 marzo scorso. La squadra, però, ha fatto gruppo, ha resistito anche quando i risultati non arrivavano, è uscita agli Ottavi di Europa League contro il Bologna, e grazie a cinque vittorie nelle ultime cinque partite – con le dirette concorrenti dei giallorossi che hanno perso punti per strada – la squadra della Capitale potrà giocare almeno il girone unico di Champions nell’anno del centenario. L’eroe della corsa Champions della Roma è stato senza dubbio Malen. L’attaccante olandese è arrivato a Trigoria durante il mercato di gennaio, e in pochi mesi ha messo a segno 14 reti in campionato. Meglio di lui ha fatto solo il capocannoniere della Serie A, Lautaro Martínez: Gasperini ha finalmente trovato il suo attaccante.

Il Como di Cesc Fabregas ha raggiunto un importantissimo quarto posto in Serie A. Un traguardo che significa Champions League per i lombardi, che giocheranno una competizione europea per la prima volta nella loro storia. Grazie alla vittoria per 4-1 sulla Cremonese, il Como ha confermato di essere una delle migliori realtà del calcio italiano. L’impressione è che se Fabregas avesse avuto una squadra più esperta nel gestire 50 partite in un anno, probabilmente avrebbe potuto mettere pressione all’Inter anche per lo scudetto. Sotto il punto di vista del “gioco”, il Como non ha avuto rivali. I lombardi hanno chiuso il campionato senza neanche un italiano andato a segno, l’unica “nota stonata” della stagione. Il tecnico spagnolo ha condannato la Cremo in Serie B. Marco Gianpaolo, subentrato a Davide Nicola, ci ha provato a migliorare la fase difensiva dei grigiorossi, ma avendo disputato un girone di ritorno da incubo la situazione era ormai compromessa. Eusebio Di Francesco invece può esultare: grazie alla vittoria di misura sul Genoa ha salvato il suo Lecce. Grazie al gol di Lameck Banda a inizio partita, i salentini hanno centrato la quarta salvezza consecutiva.
Il disastro sportivo, infine, si è consumato fra Milano e Torino. Il Milan di Massimiliano Allegri doveva vincere, in casa, contro il Cagliari, per staccare un pass per la prossima Champions League. Il match è iniziato in discesa grazie alla rete di Alexis Saelemaekers, ma il Cagliari è salito in cattedra completando una rimonta incredibile a San Siro. Per i sardi sonno andati a segno Gennaro Borrelli e Juan Rodríguez. Il tifo rossonero ha sostenuto il Milan fino al triplice fischio dell’arbitro Marco Guida, poi è arrivata la contestazione totale. Il Milan non è riuscito, nonostante l’assenza delle coppe, a centrare l’obbiettivo di inizio stagione. Adesso anche Max Allegri sembrerebbe lontano dalla riconferma, con la dirigenza rossonera che probabilmente opterà per una rivoluzione totale.

Il derby di Torino ha “condannato” la Juventus in Europa League. La stracittadina è iniziata con un’ora di ritardo per via degli scontri insopportabili tra gli ultras delle due squadre. Un tifoso della Juve è stato portato in codice rosso all’ospedale, e adesso è in terapia intensiva. La Juventus si è portata sul 2-0 grazie alla doppietta di Dušan Vlahović, salvo poi farsi rimontare dal Toro con i gol di Cesare Casadei e Che Adams. Un pareggio che, lato bianconero, influenzerà necessariamente il mercato in uscita e in entrata. La Juventus contava sul “tesoretto” derivato dalla qualificazione in Chamipions League per rifarsi di acquisti flop come quello di Loïs Openda. Roberto d’Aversa, invece, si gode un Torino rinato dal punto di vista mentale e realizzativo: lo dimostra la rimonta di ieri sera. Ora, il tecnico granata spera in una riconferma sulla panchina del Toro.
Aggiornato il 25 maggio 2026 alle ore 11:43
