Schumacher, di nuovo!

Che tempi, in Ferrari!  Dopo anni di piloti mediocri (Schumi a parte), roba che se ci fosse ancora il Grande Vecchio li avrebbe definiti, parafrasando sé stesso, “le mie noie terribili”, in tre giorni è successo di tutto, e una coppia di ragazzi ha messo sulla torta il miele che, con grande probabilità, farà impazzire nel prossimo futuro il nutrito popolo dei tifosi della Rossa.

Solo due giorni prima il nuovo pilota Charles Leclerc aveva riacceso migliaia di animi incerti, ed ecco che martedì 2 aprile un altro ragazzino, ancora più giovane (41 anni in due!) ha moltiplicato i loro sogni.

Mick Schumacher ha bruciato le tappe. Il cognome, l’ambiente già conosciuto, forse gli stessi mezzi della famiglia gli possono aver spianato la strada, rispetto ad altri. Ma l’automobilismo è uno sport individuale e quando hai le cinture strette, ti accendono la power unit ed esci dal box, sei solo. Per esperienza vi comunichiamo che tutti gli ingegneri e i meccanici che fanno da angeli custodi e spiegano ogni particolare della macchina, non sanno quasi nulla di guida da corsa. Gli esperti e gli istruttori di pilotaggio servono poco, perché ti daranno pure buoni consigli ma se sapessero tutto bene starebbero al posto tuo.

Questo per far capire agli immancabili scettici, che ci dispiace chiamare invidiosi, che il risultato di Mick, martedì in Bahrein, è veramente notevole e potrebbe innervosire ancora di più quello che fino a sabato era il primo pilota della Ferrari: Sebastian Vettel. Campione in pericolo, questi, perché al già imbarazzante rischio di diventare nel Team il candidato numero 2 al titolo mondiale, gli si aggiunge quello, forse ancora peggiore, di lasciarlo proprio a Mick, il posto nel Team, alla fine dell’anno!

Ci auguriamo che smetta di fare errori, ma torniamo al concetto di prima, che al volante sei solo e come i meriti sono tutti tuoi lo sono anche gli sbagli, e quelli si commettono quando la situazione, leggi gli avversari, ti costringono ad osare più di quanto dovresti. Non siamo contro Vettel, ma nemmeno lo incensiamo: dal paragone con Lewis Hamilton è uscito a pezzettini e un’ulteriore figuraccia, come quella fatta nell’ultima gara, la Ferrari non la merita.

Lasciamoci quindi andare all’ottimismo, per una volta: la Ferrari va forte, gli errori e le sfortune prima o poi finiscono, e la gente arrivata o in arrivo sembra straordinariamente dotata: il futuro, per i tifosi, potrebbe essere davvero roseo.

Aggiornato il 03 dicembre 2022 alle ore 11:21