Il 25 settembre il Milton Friedman Institute porta al centro congressi Assolombarda “Donne: la libertà è sempre di moda”. Quattro panel uniranno testimonianze da Iran, Afghanistan, comunità yazida e Israele a un confronto con istituzioni, giornalisti e protagonisti della moda, trasformando una giornata della Fashion Week in uno spazio dedicato ai diritti delle donne.
L’appuntamento è venerdì 25 settembre alle 14 in via Pantano 9, a Milano, con registrazione dalle 13.30. Al centro della giornata ci saranno donne che hanno conosciuto direttamente rapimenti, persecuzioni, violenze e repressione. Il programma nasce attorno a quattro temi: le testimonianze di chi lotta per la libertà, le violenze del 7 ottobre 2023, il rapporto tra diritti e sicurezza e, in chiusura, il legame tra moda, identità e autodeterminazione.
La prima sessione, dalle 14.30, porterà a Milano tre storie molto diverse. Fawzia Amin Sido appartiene alla comunità yazida: rapita dall’Isis quando era ancora bambina nel 2014, è stata liberata nel 2024. Elaheh Tavakolyan porterà la propria testimonianza sulla repressione dei pasdaran in Iran. Con loro Husna Jalal, attivista afghana perseguitata dai talebani e fondatrice di Women for Change International. Il panel sarà moderato dalla giornalista Mediaset Emanuela Gentilin. Alle 15.30 l’attenzione si sposterà sul 7 ottobre, con il panel “La violenza contro le donne come strumento di terrore”, moderato da Francesco Vecchi. L’incontro prosegue il lavoro avviato dal Milton Friedman Institute il 17 settembre con un webinar rivolto ai giornalisti, durante il quale ex ostaggi, sopravvissuti e soccorritori israeliani hanno ricostruito quanto vissuto durante e dopo gli attacchi di Hamas.
In quell’occasione Ilana Gritzewsky ha raccontato il rapimento dal kibbutz Nir Oz, le violenze subite durante il trasferimento a Gaza e i 55 giorni trascorsi in prigionia. Shoshan Haran, sequestrata a Be’eri insieme alla figlia e ai nipoti, ha descritto i 50 giorni da ostaggio e il tentativo di proteggere i bambini. Il volontario ZAKA Simcha Greiniman ha raccontato il recupero dei corpi dopo gli attacchi, mentre Shari Mendes ha riferito del lavoro svolto nella base di Shura per identificare le vittime.
Il terzo panel, dalle 16.30, allargherà il confronto alla sicurezza e alla tutela dei diritti. Tra gli interventi indicati nel programma provvisorio figurano l’attivista iraniana Eli Borhan, Chiara Pochetti di Gioia Ets, l’attivista albanese Keda Kaceli, l’ex deputata italo-venezuelana Mariela Magallanes e la saggista franco-iraniana Mona Jafarian. Il dibattito toccherà prevenzione della violenza, estremismo, integrazione e ruolo delle istituzioni e della società civile. La chiusura, dalle 17.30, porterà il tema dentro la Milano Fashion Week. “Cosa nasconde il tuo make-up?” metterà insieme donne colpite da repressione e protagonisti della moda e della comunicazione. Il programma prevede, tra gli altri, la stilista Chiara Boni, la modella e attrice Farnoush Hamidian, il designer Filippo Bruno di Tornaforte, Marina Ghamari, Leila Pasar, Francesca De André, Taylor Mega e la reporter di Vogue Valeria Castellani.
L’evento arriva così pochi giorni dopo le testimonianze raccolte nel webinar del 17 settembre e trasferisce quel confronto dalla rete a Milano. La partecipazione alla sessione pubblica è gratuita, con posti limitati e registrazione online. Il programma resta provvisorio e può subire variazioni; le conclusioni sono previste alle 18.30.
Aggiornato il 23 settembre 2026 alle ore 10:26
