È scomparso Roberto Arditti. Il giornalista 60enne, già direttore del Tempo, colpito da infarto, era stato ricoverato al San Camillo Forlanini di Roma in condizioni disperate. “La commissione medica nominata dalla direzione dell’ospedale – afferma un bollettino – ha confermato lo stato di morte cerebrale del paziente Roberto Arditti. È stato quindi constatato il decesso. I supporti vitali vengono comunque mantenuti, in attesa del trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente. La famiglia chiede a tutti il massimo rispetto della privacy”. Cronista, autore e consulente di comunicazione, figura di spicco del mondo dell’informazione e delle istituzioni, Arditti è nato a Lodi il 28 agosto 1965. Laureato in discipline economiche e sociali all’Università Bocconi di Milano, è stato dirigente della Gioventù repubblicana, lavorando per alcuni anni, a cavallo del 1990, nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini. Proseguì il rapporto con la politica durante il Governo Berlusconi II, a partire dal 2001, come portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola. Tra le principali esperienze giornalisti, dal 1992 al 1997 la direzione delle news di Rtl 102.5, rete per cui ha anche condotto la trasmissione L’indignato speciale con Andrea Pamparana e Fulvio Giuliani.
Fino al 2007 è stato uno degli autori di Porta a Porta su Rai 1. Subito dopo, dal dicembre 2008 al gennaio 2010, è stato direttore del quotidiano Il Tempo, prima di prendere la direzione di comunicazione e relazioni esterne di Expo 2015. Ha pubblicato diversi articoli per il quotidiano Il Foglio e Linkiesta. Insegnava occasionalmente all’Università Iulm di Milano il corso di Laboratorio di giornalismo. È stato membro, dal 2015 al 2018, del consiglio d’amministrazione del Centro studi americani. Da aprile 2018 è stato, inoltre, direttore editoriale e membro del consiglio di amministrazione di Base per altezza, società che edita le testate Formiche, Formiche.net ed Airpress. Nel 2016 aveva fondato anche Kratesis, una società di consulenza strategica di cui era presidente. Da novembre 2024 è stato direttore di Formiche TV e conduttore del talk televisivo Radar, in onda su Urania TV, emittente televisiva che ha contribuito a lanciare. Nel corso della sua lunga carriera ha rappresentato un profilo di sintesi tra mezzi di comunicazione e istituzioni, contribuendo al dibattito pubblico con analisi e interventi su numerosi temi. Ha firmato anche i libri Obiettivi quasi sbagliati (Sperling & Kupfer, 2007), La guerra in casa (Rai Libri, 2023), Rompere l’assedio (Paesi Edizioni, 2024), Hard Power – perché la guerra cambia la storia (Giubilei Regnani, 2025) e Piumini e catene. Storie di maranza con Alessio Gallicola (Curcio editore).
Aggiornato il 03 aprile 2026 alle ore 11:43
