“Il mondo brucia”: le ceneri per Papa Leone

Papa Leone XIV ha celebrato ieri il primo Mercoledì delle ceneri del suo pontificato. Robert Francis Prevost ha avviato la Quaresima celebrando la messa nella Basilica di Santa Sabina, riflettendo sugli elementi che devono guidare il cristiano nel tempo della penitenza, sino alla Pasqua, che celebra il passaggio “dall’impotenza alle possibilità di Dio”. Il monito del papa è a chiamare per nome la morte, portando sul proprio corpo il segno tangibile della cenere, che è un costante richiamo a ciò che siamo dal principio e al tempo stesso prospettiva futura. In occasione della celebrazione del pomeriggio, Leone ricorda le forti parole pronunciate da Papa Paolo VI all’udienza del 23 febbraio 1966, quando criticava la società dominata dalla “metafisica dell’assurdo e del nulla”. Giovanni Battista Montini ricorda la funzioni delle ceneri: ricordare la morte, imporre la penitenza. Prevost fa sue le profonde analisi del santo predecessore, e riconosce nelle parole di Paolo VI un valore profetico, soprattutto quando “il mondo brucia di intere città disintegrate dalla guerra, le ceneri di interi ecosistemi, le ceneri del pensiero critico e di antiche sapienze locali, le ceneri di quel sacro che abita in ogni creatura”.

 Leone ha aperto la liturgia delle ceneri nella Chiesa di Sant’Anselmo, dove Leone ha pregato Dio di “accompagnarci nel nostro cammino penitenziale, perché all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito”. Il papa ha quindi percorso in processione, insieme a cardinali e fedeli, il percorso sino alla Basilica di Santa Sabina. Nell’omelia Prevost riflette sulle parole del profeta Gioele: “Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne”: per il papa, la Quaresima è il tempo per fare comunità. “Sappiamo come sia sempre più difficile radunare le persone e sentirsi popolo che riconosce i propri peccati”. Continua Prevost: “Opporre all’idolatria il Dio vivente e ritrovare la libertà attraverso un cammino”. Per Leone il peccato è qualcosa di personale, ma prende forma “negli ambienti reali che frequentiamo anche all’interno di strutture di peccato di ordine economico, culturale, politico e persino religioso”.

Il giorno delle ceneri, porta delle Quaresima, è un giorno spiritualmente complesso. Ci mette difronte ad aspettative, frustrazioni, dubbi, ma offre anche la possibilità di iniziare un cammino di profondo rinnovamento, che ci orienti a vivere con semplicità l’attesa per il buio del triduo e la luce della Pasqua. Il mondo, turbato da conflitti e tensioni, ci presenta infiniti scenari dove tutto è cenere. Guerre, cambiamenti climatici, violenza, fragilità dei sistemi economici e sociali, diritti umani calpestati e sempre nuove prove di forza da parte di qualche leader: è uno scenario drammatico che invoca pace, e la Pasqua rappresenta per il cristiano la prospettiva più efficace per aggiustare il baricentro della vita e sperare che la resurrezione di Cristo porti luce dove c’è sofferenza. Prevost invita a sentire la portata missionaria della Quaresima, che possa farci aprire “a tante persone inquiete e di buona volontà, che cercano la via per un autentico rinnovamento di vita, nell’orizzonte di Dio e della sua giustizia”. Inizia così la prima Quaresima da pontefice di Robert Francis Prevost. Un anno fa Papa Francesco, in questo periodo, viveva la sua lunga Via Crucis. In occasione del suo primo anno di governo pontificale Leone potrebbe recarsi in visita a Napoli e Pompei, sede di uno dei santuari mariani più importanti al mondo.

Aggiornato il 19 febbraio 2026 alle ore 11:11