La digitalizzazione sopprime le scelte democratiche

Ecco perché la digitalizzazione è uno sbaglio che richiede di essere fermato e ripensato. Come è noto, sta venendo fuori una verità sul Covid e sui vaccini dagli Usa inquietante. Un folto gruppo intorno al lobbista americano morto in strane circostanze Jeffrey Epstein sembra avere “ disegnato” e costruito molto tempo prima del verificarsi del Covid la stessa epidemia del Covid e la successiva distribuzione e imposizione coatta e obbligatoria dei vaccini anti Covid subito dopo. Tale gruppo è stato in grado di controllare organismi internazionali, nazionali – privati e pubblici – e governi influenzandone e decidendone le elezioni. L’Europa stessa è stato teatro di applicazione di tale inquietante programma enunciato dal World economic forum a livello mondiale.

Ogni forma di imposizione coatta si serve quanto può di macchinari e apparecchiature elettroniche digitalizzate quanto cioè più lontane dalla espressione fattuale e manifestazione reale della volontà della persona. Vale a dire che quanto più sono accentrate in un unico software o algoritmo le volontà di una moltitudine di elettori, più queste saranno in balia del funzionamento stesso di quell’algoritmo o software. I quali sono e saranno sempre gestibili e manovrabili da pochi o anche solo da uno. Non è un caso che il presidente Donald Trump stia riportando il meccanismo del voto e delle elezioni Usa alle schede e tessere elettorali cui corrisponda un documento di identità della persona elettore. Non è mai indice di democrazia nascondere gli elettori dentro un software non avendo alcuna certezza né del suo funzionamentodemocratico” e regolare, tantomeno della reale e veritiera identità dell’elettore, di tutti gli elettori. La digitalizzazione è più funzionale alla macchinazione, al raggiro e all’imbroglio che alla democrazia. Lo stesso vale per le identità digitali personali – al posto della carta di identità, o della patente, o della tessera sanitaria – e via dicendo. Digitalizzare è accentrare e di fatto consegnare il potere e controllo, qualsiasi cosa a pochi, a uno, a chi gestisce il software della digitalizzazione.

Questo non significa che non si possa usufruire della modernità dell’abbandono del cartaceo per servizi e funzioni digitali, ma bisogna fare attenzione a, come si dice, non buttare il bambino con l’acqua sporca. Cioè va fatto cum grano salis. Prendiamo ad esempio le passate elezioni presidenziali Usa del 2020, che il presidente Usa ha segnalato essere state a suo parere manomesse proprio tramite hacking del software medesimo per cui nella notte, a fronte di voti in gran numero a suo favore , sono stati immessi e conteggiati altri inventati a favore del suo contendente Joe Biden. Di conseguenza, Trump sostiene oggi, denunciandolo, di avere vinto le elezioni tre volte non due e che la presidenza Biden è nata da un fatto illecito. Ecco quella che può la distorsione della digitalizzazione, dell’accentramento della medesima.

Si prenda il caso del Covid e dei vaccini. Una volta digitalizzata l’intera popolazione, ciascuno di noi viene ridotto a un numero digitale – cosa già di per sé stridente con i diritti della persona di ciascuno di noi e la loro tutela – Ma una volta che tutta la gente è un numero, è cancellata la possibilità di ciascuno di potere decidere autonomamente per sé, ad esempio di fronte ad aberrazioni e deliri collettivi. Secondo le ultime notizie si sarebbe trattato di questo nel caso della obbligatorietà dei vaccini Covid non sicuri, non provati e tragicamente pericolosi. In India il numero di persone digitalizzate che non riescono proprio perché tali ad accedere alle cure sanitarie ospedaliere risultano essere esorbitanti. La digitalizzazione, avendo quale propria caratteristica preminente l’accentramento, o meglio, la possibilità dell’accentramento delle decisioni e dei poteri e controlli per tutti e su tutti, smette di essere, anzi non è affatto il mezzo e lo strumento che dobbiamo augurarci di avere a nostra disposizione, ma un modo sicuro di danno contro la singola persona. Le macchine e i computer, i software possono svolgere compiti di grande utilità, ma le persone non sono macchine e sono molto più complesse di queste. Per cui è necessario si tengano gli ambiti profondamente separati. Soprattutto se è coinvolta la democrazia, che altro non è che la somma delle volontà delle persone. E la sanità, che altro non è che la salute delle singole persone. E ogni altro aspetto e ambito della persona.

Aggiornato il 11 febbraio 2026 alle ore 13:05