La camminata di Alberto Stasi

Ancora oggi si parla della mitologica camminata di Alberto Stasi, che secondo l’accusa non sarebbe mai entrato nella villetta in cui venne perpetrato l’atroce delitto intorno alle 13:40, quando poi si recò nella caserma dei Carabinieri di Garlasco, bensì alle 9:12, quando secondo l’accusa egli uccise la povera Chiara Poggi. E a dimostrare che lui sarebbe l’assassino e non lo scopritore vi sarebbe la mancanza di tracce di sangue sotto le scarpe che consegnò agli inquirenti.

Sangue che non sarebbe stato possibile calpestare camminando sulla scena del crimine. C’è però un problema: come si spiega che pure sotto le scarpe le numerose persone che subito dopo entrarono nella casa, tra carabinieri, personale medici e inquirenti, non furono ritrovate tracce di sangue? Ecco l’ennesimo ragionevole dubbio che ancora una volta ritroviamo analizzando la controversa condanna del “Biondino dagli occhi di ghiaccio”.

Aggiornato il 05 febbraio 2026 alle ore 10:25