Edizione speciale Medicina a km 0

Con l’avanzare dell’età, la salute delle ossa diventa un tema centrale per il benessere e l’autonomia quotidiana. L’osteoporosi è una patologia molto diffusa tra le persone over 65, spesso sottovalutata perché può restare silenziosa per anni, fino alla comparsa di una frattura. Conoscere la malattia, prevenirla e curarla in modo corretto è possibile, grazie a un approccio integrato che coinvolge medici, nutrizionisti e specialisti della riabilitazione.

Ne abbiamo parlato con dei professionisti straordinari: il professor Francesco Bove, specialista in Ortopedia, Traumatologia e Medicina dello sport, presidente della Fondazione Aila; la dottoressa Tecla Mastronuzzi, responsabile macroarea promozione salute e prevenzione della Società Italiana Medici di Medicina Generale (Simg); la dottoressa Valentina Di Giovanni nutrizionista e biologa; la dottoressa Lucia Forastiere, medico fisiatra presso il Policlinico Universitario Gemelli di Roma; il dottor Santo Laganà,  medico anestesista e comproprietario della Casa di Riposo Flaminia Domus di Civita Castellana. 
“L’osteoporosi è una condizione caratterizzata da una progressiva riduzione della densità e della qualità dell’osso, che diventa più fragile e soggetto a fratture, anche in seguito a cadute lievi o movimenti banali, oppure si cade poiché ci si frattura ‒ ha affermato il professor Bove ‒ perché dopo i 65 anni, il naturale processo di invecchiamento rallenta la capacità dell’organismo di rinnovare il tessuto osseo. Nelle donne, la menopausa accelera ulteriormente questo meccanismo a causa della riduzione degli estrogeni, ma anche gli uomini non ne sono immuni”. 

UNA MALATTIA SILENZIOSA DA NON IGNORARE

Uno degli aspetti più insidiosi dell’osteoporosi è che non provoca dolore nelle fasi iniziali. Spesso ci si accorge del problema solo dopo una frattura al femore, al polso o alle vertebre, eventi che possono compromettere seriamente la qualità della vita.
Ecco perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali: esami come la densitometria ossea permettono di individuare il problema prima che si manifestino le conseguenze più gravi. Anche prevenzione quotidiana, piccoli gesti che fanno la differenza: “La protezione delle ossa passa attraverso scelte quotidiane semplici ma efficaci: controlli medici regolari, attenzione ai farmaci che possono indebolire l’osso, esposizione moderata al sole per favorire la vitamina D, prevenzione delle cadute in casa e all’esterno” ha sostenuto la dottoressa Mastronuzzi. 

Anche modificare alcune abitudini scorrette, come la sedentarietà o un’alimentazione sbilanciata, può avere un impatto significativo. “L’alimentazione è il primo alleato delle ossa ‒ ha detto la nutrizionista Di Giovanni ‒ Una dieta adeguata è fondamentale per mantenere le ossa forti”. Latte e derivati sono ottime fonti di calcio, ma esistono valide alternative per chi li tollera poco, come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca e acque minerali calciche. In alcuni casi, sotto controllo medico, possono essere utili integratori mirati. Il calcio è essenziale, ma non è l’unico protagonista: vitamina D, proteine, magnesio e vitamina K contribuiscono alla salute dello scheletro. Contrariamente a quanto si pensa, l’attività fisica è una vera terapia per le ossa, anche in età avanzata. Camminare, fare esercizi di rinforzo muscolare, lavorare su equilibrio e postura riduce il rischio di cadute e aiuta a mantenere l’autonomia. Il supporto di un fisiatra o di un professionista della riabilitazione è fondamentale per scegliere esercizi sicuri e personalizzati, soprattutto per chi ha già avuto fratture o convive con l’osteoporosi. Ricevere una diagnosi di osteoporosi non significa rinunciare a una vita attiva. Oggi esistono terapie efficaci, strategie preventive e percorsi di cura che permettono di ridurre il rischio di fratture e mantenere una buona qualità della vita.

Il messaggio più importante per chi ha più di 65 anni o già 80 anni, come gli ospiti della Casa di Riposo Flaminia Domus, è uno solo: prendersi cura delle proprie ossa è sempre un investimento sul futuro, fatto di consapevolezza, prevenzione e collaborazione con i professionisti della salute.

Aggiornato il 04 febbraio 2026 alle ore 17:06