Emanuele Fiano medita di abbandonare il partito che ha contribuito a fondare. Le ragioni del suo possibile addio al Pd risiedono nel mancato sì della segreteria Schlein al Disegno di legge sull’Antisemitismo. “Non mi accusate di fare la vittima, perché sbagliate indirizzo”, scrive, in un intervento a sua firma su Il Foglio, il presidente di Sinistra per Israele ed ex parlamentare dem. “C’è l’anima di una scelta politica collettiva e, per me, anche il futuro di una sinistra moderna, capace di contrapporre all’avanzata dei nazionalismi con la testa rivolta all’indietro qualcosa di diverso da una sinistra che ripercorre i linguaggi di decenni fa”. Fiano attacca: “Il Partito democratico ha deciso di votare contro il Disegno di legge sull’antisemitismo, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. Se quella decisione sarà confermata, per me rappresenterà un confine invalicabile. Ho provato nei mesi scorsi a chiedere a chi se ne occupava al Senato di aprire un dibattito pubblico sul tema, e non solo tra il Palazzo del Senato e via Sant’Andrea delle Fratte. Direi che non è successo. Ho chiesto al mio partito, locale e nazionale, di promuovere iniziative, incontri e studi su quello che stava accadendo. Silenzio”.
Come scrive ancora Fiano, “la notizia mi raggiunge a Birkenau. Sono qui per l’assemblea del Comitato internazionale di Auschwitz, del cui comitato esecutivo faccio parte, e, insieme a un rappresentante della comunità rom tedesca, guardo il luogo dove sorgeva lo Zigeunerlager, il settore in cui furono rinchiusi rom e sinti. Gli racconto di mio padre, che ricordava la notte tra il 2 e il 3 agosto 1944, quando migliaia di sinti e rom furono gasati e poi bruciati e quel settore del campo venne svuotato definitivamente e completamente”. Fiano non accetta “che il contrasto all’antisemitismo venga presentato come un ostacolo alla critica del Governo Netanyahu, dell’esercito israeliano o delle violenze dei coloni. Quella critica è legittima e necessaria. Nel 2017 – continua – Elly Schlein firmò una proposta di risoluzione contro l’antisemitismo presentata a nome del Gruppo dei socialisti e democratici, di cui faceva parte il Pd. Si può cambiare idea, certamente, ma in politica bisognerebbe spiegare perché si cambia idea se non cambiano le condizioni, pena la perdita di identità”. Fiano rimarca: “Vorrei che un magistrato italiano mi dicesse concretamente che cosa accadrebbe dopo l’approvazione della legge. Ci sono reati nella legge? Ci sono pene? Mi interessa che la sinistra non lasci alla destra il compito di rispondere all’antisemitismo”.
Aggiornato il 28 settembre 2026 alle ore 17:22
