L’ironia del drammaturgo e poeta tedesco Bertolt Brecht, che nella famosa frase a lui attribuita − “Il comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo” − si sposa perfettamente con la situazione politica attuale nell’Europa “democratica”.
Siamo alle solite. Quando il popolo non vota come vorrebbe la nomenklatura autoreferenziale, che si ritiene la custode esclusiva dei valori democratici, è l’elettore, ovviamente a bassa scolarità, che sbaglia! Occorre, quindi, per contrastare l’ondata di ultradestra in Europa, attivare il “cordone sanitario”.
In Germania escludere AfD dalle elezioni politiche in quanto il programma politico è contrario alla Costituzione tedesca. In Francia, attraverso la magistratura, rendere non candidabile la presidente di Rassemblement National Marine Le Pen. Funzionerà ancora il “cordone sanitario” al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi dopo l’esperienza del secondo mandato di Emmanuel Macron? Potrà ancora reggere l’architettura istituzionale della Unione Europea che è tutt’altro che democratica?
Ci hanno provato anche in Italia, “i sinceri democratici”, ventilando di un Governo presieduto da una presunta postfascista. Non ha insegnato nulla ai “sinceri democratici”, o si rifiutano di accettare il fatto che l’esecutivo di centrodestra, voluto dagli elettori, non solo ha rispettato pedissequamente la Costituzione italiana ma, con tanta caparbietà, ha dovuto far fronte al sabotaggio delle iniziative legislative, da parte delle “casematte del potere” (università, scuola, magistratura politicizzata, burocrazia e mezzi d’informazione) tutte schierate contro un governo che, loro malgrado, non è il risultato di operazioni di Palazzo (governi “tecnici”), ma diretta espressione della volontà popolare, palesata nelle elezioni politiche del 2022.
Grazie a una solida maggioranza parlamentare della coalizione di centrodestra, finalmente sono finiti i tempi in cui i Capi di Stato, che si sono succeduti nella cosiddetta seconda Repubblica, potevano usare i poteri loro conferiti dalla Costituzione in maniera “elastica” dilatandoli o restringendoli a seconda delle contingenze politiche agli interessi dei loro danti causa. Ha cominciato il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, artefice della caduta del primo governo Berlusconi, facendo leva sul segretario della Lega Nord Umberto Bossi e dando vita al “governo del Presidente” nominando presidente del Consiglio dei ministri l’ex Direttore generale di Banca d’Italia Lamberto Dini. Il Presidente Giorgio Napolitano, sfruttando le ambizioni di Gianfranco Fini e con il supporto della cancelliera tedesca Angela Merkel e del Presidente Francese Nicolas Sarkozy preparò le condizioni per far cadere il IV governo Berlusconi, prima regalando il Laticlavio a vita al prof. Mario Monti e poi nominandolo Presidente del Consiglio dei ministri. Nel solco della consolidata tradizione dei governi cosiddetti tecnici, l’attuale Capo dello Stato nominò il super tecnico Mario Draghi.
Le loro scelte erano sempre motivate da una “emergenza” che sconsigliava il ricorso alle elezioni anticipate. I grandi tecnici che, senza aver mai avuto un mandato popolare, sono diventati la massima espressione del potere politico in Italia. Una anomalia tutta italiana.
Il paradosso è che i super tecnici, chiamati a risolvere i problemi dell’Italia, non passeranno certo alla storia per i risultati conseguiti. Invece, hanno tentato di sfruttare il ruolo, caduto dall’alto, per le loro ambizioni politiche personali. Tutte miseramente fallite quando si sono dovuti confrontare con il voto degli italiani. Una menzione a parte merita il senatore vita prof. Mario Monti che, nella cornice del dibattito che si è tenuto di recente alla Kermesse Cernobbio, ha esplicitamente dato del fascista all’ex generale Roberto Vannacci. L’ex Magnifico Rettore della Bocconi può pontificare sulla democrazia non avendo mai avuto il problema di essere eletto dai cittadini. Ai tecnocrati preferisco sempre il primato della politica.
Aggiornato il 09 settembre 2026 alle ore 09:47
