“Le nuove energie per Roma”: quando i giovani smettono di essere spettatori

Una sala gremita, in larga maggioranza giovani, e due ore di confronto sui problemi della Capitale. Si è svolto mercoledì 8 luglio, nella sede di Via Nazionale, 66, l’incontro “Le nuove energie per Roma”, promosso dall’associazione civica Ripensiamo Roma con un obiettivo preciso: riportare al centro del dibattito pubblico la voce delle nuove generazioni. In un momento storico in cui si parla spesso dei giovani, ma raramente si offre loro uno spazio per esprimersi, l’iniziativa ha scelto di ribaltare la prospettiva. Non un convegno sui giovani, ma un convegno dei giovani, chiamati a confrontarsi sulle criticità della città e, soprattutto, sulle possibili soluzioni. Ad aprire e moderare l’incontro è stato Daniele Vandilli, coordinatore giovanile e promotore dell’evento, affiancato dal presidente dell’associazione Donato Bonanni e dal responsabile formazione Massimiliano Marcaccini. Nel corso del dibattito sono stati affrontati alcuni dei temi più sentiti dai cittadini: mobilità, accessibilità, sicurezza, periferie, lavoro, università, decoro urbano, verde pubblico, trasporto locale, sostenibilità, patrimonio artistico e culturale, fino ai problemi quotidiani legati ai bagni pubblici e alle discariche abusive.

Il filo conduttore degli interventi è stato uno: Roma ha bisogno di nuove energie, ma soprattutto di una nuova partecipazione civica. Una città non cambia soltanto attraverso le amministrazioni, ma anche grazie ai cittadini che scelgono di impegnarsi, di proporre idee e di non rassegnarsi all’indifferenza. L’aspetto più significativo dell’iniziativa è stato proprio questo: vedere tanti giovani riuniti non per protestare, ma per confrontarsi, avanzare proposte e assumersi una responsabilità. Un segnale non scontato in un’epoca in cui la distanza tra politica e nuove generazioni appare sempre più evidente. “Le nuove energie per Roma” rappresenta così il primo appuntamento di un percorso che l’associazione intende proseguire nei prossimi mesi con nuovi incontri e occasioni di confronto. La convinzione è semplice quanto ambiziosa: il futuro della Capitale non può essere costruito senza il contributo di chi oggi la vive, la studia, la attraversa e desidera migliorarla. Perché la sfida più importante, prima ancora di cambiare Roma, è convincere una nuova generazione che partecipare è ancora possibile. E che il cambiamento comincia sempre da chi decide di metterci la faccia.

 

Aggiornato il 10 luglio 2026 alle ore 11:15